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DECRETO ACCISE, FERRARA (M5S): DG 3148 «IL CONTO LO PAGANO FAMIGLIE E IMPRESE»
Roma, 3 novembre 2026 – Nel corso della discussione generale alla Camera dei Deputati sul decreto Accise (A.C. 3148-A), Antonio Ferrara, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Attività produttive, ha criticato la gestione del caro carburanti da parte del Governo Meloni.
«Dopo quattro anni di Governo, continuiamo a confondere la gestione dell'emergenza con una strategia per il futuro. Abbiamo quasi più scadenze degli sconti che certezze sui prezzi dei carburanti».
Il gioco delle tre carte sulle accise
Durante la discussione generale, Ferrara ha ricordato il celebre video del 2019 in cui Giorgia Meloni chiedeva la progressiva abolizione delle accise.
«Siamo passati dalla promessa di abolire le accise alla loro gestione a puntate. È il famoso gioco delle tre carte: si mostra lo sconto, si sposta la scadenza e si annuncia il prossimo decreto».
«Un conto è denunciare il prezzo del pieno davanti a una telecamera. Un altro è governare un Paese che quel pieno deve pagarlo ogni giorno».
Varese e Lombardia: lavoratori e imprese pagano il conto
Ferrara ha richiamato le difficoltà del sistema produttivo della provincia di Varese, da Busto Arsizio a Gallarate, da Saronno alle filiere industriali e logistiche di Malpensa.
«Per migliaia di lavoratori, frontalieri, artigiani e autotrasportatori, l'automobile e il camion non sono un lusso, ma strumenti indispensabili per lavorare».
«Il caro carburanti non finisce al distributore: arriva fino al carrello della spesa. Non possiamo chiedere alle imprese di competere sui mercati internazionali lasciandole nell'incertezza sui costi energetici».
Serve una vera strategia energetica
Nel suo intervento, Ferrara ha criticato anche le nuove procedure commissariali per gli idrocarburi, richiamando la necessità di investire maggiormente in reti elettriche, rinnovabili e idrogeno verde.
«Il futuro dell'industria italiana si programma per i prossimi vent'anni, non per i prossimi sette giorni».
«Non basta spostare le tre carte: bisogna cambiare il gioco. Perché quando le scelte del Governo non funzionano, il conto non arriva a Palazzo Chigi. Arriva nelle tasche degli italiani», ha concluso Ferrara durante la discussione generale.
