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Legge elettorale, Ferrara: «Chi di spada ferisce, di spada perisce. Oggi la maggioranza cambia le regole, domani potrebbe subirle»
Varese/Roma, 1 ottobre 2026 – «Il Governo Meloni festeggia il record di durata e contemporaneamente cambia la legge elettorale in nome della stabilità. La domanda è semplice: se avete appena celebrato il Governo più stabile della storia repubblicana, quale instabilità state cercando di curare?».
Lo dichiara il deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, intervenendo sulla riforma della legge elettorale A.C. 2822-B.
«C’è poi il tema delle preferenze. Si dice di restituire ai cittadini il diritto di scegliere, ma sul capolista non si può esprimere alcuna preferenza: viene eletto prima lui e soltanto dopo contano le preferenze raccolte dagli altri candidati. Restituite la matita agli elettori, ma il primo nome lo avete già scritto voi.»
Ferrara richiama anche il meccanismo del 42 per cento, che alle condizioni previste dalla proposta può far scattare un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato.
«Il tema è ancora più delicato in un Paese dove la partecipazione elettorale continua a rappresentare un problema. Alle europee del 2024 ha votato il 49,69 per cento degli aventi diritto. Se un livello simile si ripetesse, il 42 per cento dei voti validi rappresenterebbe poco più di un quinto degli elettori complessivi. Prima della governabilità bisogna parlare anche di rappresentanza.»
Critiche anche sull’aumento delle firme richieste ad alcune forze politiche per presentarsi alle elezioni.
«Fratelli d’Italia dovrebbe ricordare bene quando era una piccola forza politica. Ha potuto partecipare, crescere e arrivare al Governo. Chi è entrato da una porta quando era piccolo dovrebbe pensarci bene prima di rendere quella porta più pesante per chi arriva dopo.»
Infine il richiamo alla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, che raccomanda particolare cautela nel modificare gli elementi fondamentali delle leggi elettorali nell’anno precedente alle elezioni.
«Non è un divieto assoluto. Ma non serve neppure una Commissione internazionale per comprenderne il senso: basta il buon senso. Le regole della competizione non si cambiano guardando alla fotografia politica del momento.»
«In politica dodici mesi possono cambiare tutto: consensi, coalizioni e rapporti di forza. Per questo dico alla maggioranza: attenzione a cucirvi una legge sulla misura di oggi, perché domani potreste scoprire di aver confezionato il vestito perfetto per qualcun altro.
Chi di spada ferisce, di spada perisce. Le maggioranze passano, le regole restano.»
