090 Il caso Zambelli e l’ipocrisia della destra internazionale
**PRESIDENTE, COLLEGHI,**
intervengo sul caso Carla Zambelli non per commentare decisioni giudiziarie,
ma per porre una questione politica.
Una questione di coerenza.
Una questione di verità pubblica.
Da quanto riportato dagli organi di stampa,
su uno dei procedimenti relativi alla richiesta di estradizione verso il Brasile
c’è stato un pronunciamento in Italia.
Ne prendiamo atto come fatto istituzionale.
Fine.
Non è questo il punto del mio intervento.
Il punto è un altro.
Sempre secondo quanto riportato dai media,
resta aperto un secondo profilo,
relativo a una condanna a cinque anni e tre mesi
per porto illegale d’arma da fuoco
e costrizione illegale.
E qui una domanda politica va posta.
Perché esiste un video.
E quel video andrebbe visto.
Si vede Carla Zambelli estrarre una pistola
e inseguire un uomo per strada,
fino dentro un negozio.
Poi saranno le sedi competenti a valutare ogni aspetto.
Ma il tema politico resta enorme.
**NON TUTTO PUÒ DIVENTARE PERSECUZIONE POLITICA.**
Non basta appartenere alla destra bolsonarista
per trasformare ogni vicenda giudiziaria in martirio.
Non basta far parte di quella rete della destra radicale internazionale,
che per anni ha fatto asse tra Brasile,
Argentina,
Ungheria
e Stati Uniti,
per pretendere sempre una narrazione di comodo.
Perché lo schema è sempre lo stesso.
Quando la giustizia riguarda gli avversari,
certa destra diventa inflessibile,
severa,
quasi feroce.
Quando invece riguarda i propri riferimenti politici,
tutto cambia.
Le condanne diventano sospette.
I processi diventano complotti.
Le responsabilità diventano persecuzioni.
È una destra che predica ordine,
autorità,
legge,
sicurezza.
Ma quando quelle stesse parole bussano alla porta dei propri amici,
l’ordine sparisce,
la legge diventa elastica,
e la sicurezza si trasforma in propaganda.
E allora diciamolo con chiarezza.
La legalità non può essere una clava contro gli avversari
e una carezza quando riguarda gli amici.
Non può essere rigida per qualcuno
e comodamente flessibile per qualcun altro.
Perché questa non è legalità.
È appartenenza politica travestita da principio.
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