Nucleare: “maggioranza battuta sulla nomina Isin"

Nucleare: “maggioranza battuta sulla nomina Isin"

*Roma/Varese, 7 maggio* – “Sul nucleare il Governo Meloni predica compattezza, organizza vertici, promette accelerazioni, ma poi in Commissione non riesce nemmeno a garantire i voti su una propria proposta di nomina. Oggi, nelle Commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, la maggioranza è andata sotto sulla proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi a componente della Consulta dell’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Servivano 31 voti, ne sono arrivati 28. Tre voti mancanti: pochi sulla carta, tantissimi politicamente”.

Così l’On. *Antonio Ferrara, deputato varesino del **Movimento 5 Stelle* e componente della Commissione Attività produttive, commenta la bocciatura della proposta di nomina nelle Commissioni riunite.

“Devo essere sincero – aggiunge Ferrara – sono rimasto fino alla fine del riconteggio e all’inizio pensavo ci fosse stato un problema tecnico, un errore nel conteggio, una scheda interpretata male. Li vedevo ricontare più volte, sbigottiti, come quando al bar qualcuno scopre che il conto dell’ammazzacaffè è più salato del pranzo. Mai avrei immaginato che proprio la maggioranza, sul dossier che sbandiera ogni giorno come soluzione miracolosa, non riuscisse a trovare tre voti per sostenere una proposta arrivata dal Governo”.

Per Ferrara, il dato politico è evidente: “Il problema non è la figura tecnica dell’ingegner Graditi, il cui curriculum non è in discussione. Il problema è una maggioranza che sul nucleare fa propaganda a reti unificate, ma quando deve passare dagli slogan agli atti parlamentari si scioglie come neve al sole. Prima annunciano il grande ritorno dell’atomo, poi rinviano la legge delega; prima parlano di svolta energetica, poi mancano i pareri sugli emendamenti; prima convocano vertici Meloni-Salvini-Tajani, poi in Commissione mancano i numeri. Più che strategia energetica, sembra una centrale a corrente alternata: si accende solo davanti alle telecamere”.

Il deputato M5S sottolinea anche il riflesso territoriale per Varese e la Lombardia produttiva: “Nel nostro territorio le imprese, le famiglie, gli artigiani, il tessuto manifatturiero della provincia di Varese non hanno bisogno di favole lunghe 10 o 15 anni. Hanno bisogno oggi di energia a prezzi sostenibili, efficienza energetica, rinnovabili, comunità energetiche, reti più moderne, strumenti seri per ridurre i costi in bolletta. Invece il Governo continua a vendere il nucleare come se fosse una bolletta che si abbassa domani mattina. Peccato che, nel frattempo, le aziende paghino oggi, i cittadini paghino oggi, e le scelte industriali si facciano oggi”.

“Da mesi – prosegue Ferrara – assistiamo a una narrazione surreale: il Governo indica il nucleare come risposta allo shock energetico, ma la stessa legge delega procede tra rinvii e incertezze. E oggi arriva anche la bocciatura sulla nomina alla Consulta ISIN. Insomma, vogliono riaprire il capitolo nucleare in Italia, ma non riescono nemmeno a tenere insieme la maggioranza su una votazione preparatoria. Altro che nuova era dell’atomo: qui siamo alla vecchia arte del ‘vediamo domani’”.

Ferrara conclude: “Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi per una politica energetica concreta, pulita, rapida e utile a cittadini e imprese. Non servono annunci radioattivi, servono risposte verificabili. E oggi la maggioranza ha dato una prova plastica della propria inconsistenza: sul nucleare fanno i solenni, ma al primo voto vero restano senza corrente. Per una volta non si è spento il Paese: si è spenta la loro propaganda”.

https://www.varesenews.it/2026/05/nucleare-ferrara-m5s-critica-il-governo-maggioranza-senza-numeri-anche-sulle-nomine/2569174/