Nova Varese 2026

Nova a Varese: “L’alternativa si costruisce partendo dai problemi reali del territorio”

Varese, 16 maggio 2026 – A Nova, l’appuntamento promosso dal Movimento 5 Stelle a Varese, abbiamo portato al centro ciò che troppo spesso resta ai margini del dibattito politico nazionale: i problemi concreti delle persone, delle imprese e dei territori.

Non è stato un semplice incontro pubblico, ma un momento di ascolto e confronto vero. Mentre a Varese ci ritrovavamo con cittadini, attivisti, lavoratori, professionisti e rappresentanti del territorio, in tutta Italia si svolgevano contemporaneamente iniziative in oltre 100 piazze.

Questo dimostra che nel Paese esiste ancora una forte domanda di partecipazione, di serietà e di risposte concrete. Non servono passerelle, non servono slogan buoni per i social e dimenticati il giorno dopo: servono politiche capaci di incidere sulla vita reale delle persone.

La provincia di Varese è un territorio produttivo, industriale, dinamico, ma oggi vive difficoltà evidenti: imprese schiacciate dai costi energetici e dalla burocrazia, lavoratori che chiedono più tutele, giovani che faticano a immaginare un futuro stabile, famiglie alle prese con servizi sempre più fragili e una sanità che troppo spesso costringe ad attese inaccettabili.

Il Movimento 5 Stelle riparte da qui: dall’ascolto, dai bisogni reali, dalla costruzione di proposte credibili. L’alternativa non nasce nelle stanze chiuse dei palazzi, ma nei territori, tra le persone, nelle comunità che ogni giorno affrontano problemi concreti.

Mentre il Governo continua a vivere di propaganda, noi scegliamo la strada più difficile ma anche l’unica seria: stare nei territori, ascoltare chi lavora, chi produce, chi cura, chi studia, chi non si rassegna.

Varese non chiede annunci. Chiede attenzione, investimenti, servizi, infrastrutture e futuro. E proprio da Varese vogliamo continuare a costruire un’alternativa politica fondata sulla partecipazione, sulla giustizia sociale e sulla concretezza.

Nova è questo: non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Perché il cambiamento vero non si proclama: si costruisce, passo dopo passo, insieme ai cittadini.

https://www.varesenoi.it/2026/05/16/amp/argomenti/politica-20/articolo/m5s-ferrara-da-varese-a-nova-lalternativa-si-costruisce-partendo-dai-problemi-reali-del-territ-1.html

https://youtu.be/0yfQ8Lnn064?is=iDrlDkqjkIZRQ9xv Intervista su malpensa 24 

Nucleare: “maggioranza battuta sulla nomina Isin"

*Roma/Varese, 7 maggio* – “Sul nucleare il Governo Meloni predica compattezza, organizza vertici, promette accelerazioni, ma poi in Commissione non riesce nemmeno a garantire i voti su una propria proposta di nomina. Oggi, nelle Commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, la maggioranza è andata sotto sulla proposta di nomina dell’ingegner Giorgio Graditi a componente della Consulta dell’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Servivano 31 voti, ne sono arrivati 28. Tre voti mancanti: pochi sulla carta, tantissimi politicamente”.

Così l’On. *Antonio Ferrara, deputato varesino del **Movimento 5 Stelle* e componente della Commissione Attività produttive, commenta la bocciatura della proposta di nomina nelle Commissioni riunite.

“Devo essere sincero – aggiunge Ferrara – sono rimasto fino alla fine del riconteggio e all’inizio pensavo ci fosse stato un problema tecnico, un errore nel conteggio, una scheda interpretata male. Li vedevo ricontare più volte, sbigottiti, come quando al bar qualcuno scopre che il conto dell’ammazzacaffè è più salato del pranzo. Mai avrei immaginato che proprio la maggioranza, sul dossier che sbandiera ogni giorno come soluzione miracolosa, non riuscisse a trovare tre voti per sostenere una proposta arrivata dal Governo”.

Per Ferrara, il dato politico è evidente: “Il problema non è la figura tecnica dell’ingegner Graditi, il cui curriculum non è in discussione. Il problema è una maggioranza che sul nucleare fa propaganda a reti unificate, ma quando deve passare dagli slogan agli atti parlamentari si scioglie come neve al sole. Prima annunciano il grande ritorno dell’atomo, poi rinviano la legge delega; prima parlano di svolta energetica, poi mancano i pareri sugli emendamenti; prima convocano vertici Meloni-Salvini-Tajani, poi in Commissione mancano i numeri. Più che strategia energetica, sembra una centrale a corrente alternata: si accende solo davanti alle telecamere”.

Il deputato M5S sottolinea anche il riflesso territoriale per Varese e la Lombardia produttiva: “Nel nostro territorio le imprese, le famiglie, gli artigiani, il tessuto manifatturiero della provincia di Varese non hanno bisogno di favole lunghe 10 o 15 anni. Hanno bisogno oggi di energia a prezzi sostenibili, efficienza energetica, rinnovabili, comunità energetiche, reti più moderne, strumenti seri per ridurre i costi in bolletta. Invece il Governo continua a vendere il nucleare come se fosse una bolletta che si abbassa domani mattina. Peccato che, nel frattempo, le aziende paghino oggi, i cittadini paghino oggi, e le scelte industriali si facciano oggi”.

“Da mesi – prosegue Ferrara – assistiamo a una narrazione surreale: il Governo indica il nucleare come risposta allo shock energetico, ma la stessa legge delega procede tra rinvii e incertezze. E oggi arriva anche la bocciatura sulla nomina alla Consulta ISIN. Insomma, vogliono riaprire il capitolo nucleare in Italia, ma non riescono nemmeno a tenere insieme la maggioranza su una votazione preparatoria. Altro che nuova era dell’atomo: qui siamo alla vecchia arte del ‘vediamo domani’”.

Ferrara conclude: “Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi per una politica energetica concreta, pulita, rapida e utile a cittadini e imprese. Non servono annunci radioattivi, servono risposte verificabili. E oggi la maggioranza ha dato una prova plastica della propria inconsistenza: sul nucleare fanno i solenni, ma al primo voto vero restano senza corrente. Per una volta non si è spento il Paese: si è spenta la loro propaganda”.

https://www.varesenews.it/2026/05/nucleare-ferrara-m5s-critica-il-governo-maggioranza-senza-numeri-anche-sulle-nomine/2569174/

ROMA, –al MIMIT il tavolo sul piano industriale Beko,

ROMA, – Si è svolto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo di monitoraggio sul piano industriale Beko, a un anno dall’accordo che aveva scongiurato la chiusura degli stabilimenti e ridotto gli esuberi.

All’incontro ha presenziato anche l’On. Antonio Ferrara (M5S), membro della Commissione Attività Produttive, che ha seguito direttamente il confronto tra le parti.

"Essere presenti a questo tavolo significa verificare nel merito cosa sta accadendo – dichiara Ferrara –. A distanza di un anno, è giusto riconoscere che la fase più critica è stata superata, ma oggi siamo nella fase decisiva: quella dei risultati concreti".

Cassinetta: riorganizzazione fatta, ma la crescita non si vede ancora
Per quanto riguarda Cassinetta di Biandronno, emerge un quadro chiaro:
la riorganizzazione è stata realizzata, ma non si è ancora entrati pienamente nella fase di consolidamento industriale.

"Su Cassinetta – prosegue Ferrara – si è intervenuti sull’organizzazione e sul personale, ma la fase successiva, quella degli investimenti che devono stabilizzare produzione e occupazione, non è ancora pienamente visibile. I volumi non crescono in modo significativo e continua il ricorso alla cassa integrazione, che dovrebbe invece progressivamente ridursi".

Investimenti e tempistiche: serve accelerazione
Ad oggi risultano attivati circa 110 milioni di euro di investimenti, ma il piano complessivo prevede un impegno molto più ampio.

"Il punto non è solo quanto si investe, ma quando questi investimenti arrivano. Le tempistiche sono fondamentali: senza un’accelerazione, il rischio è che il piano perda efficacia".

Un equilibrio ancora fragile
A un anno dall’accordo:

la riduzione del personale è stata realizzata
mentre il rilancio industriale è ancora parziale
I volumi e il fatturato risultano sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente, segnale che il salto di qualità atteso non è ancora avvenuto.

Colletti bianchi: attenzione su una componente strategica
Particolare attenzione è stata posta anche sulla situazione dei lavoratori impiegati e tecnici, coinvolti nei processi di riorganizzazione.

"È una componente fondamentale dell’azienda – sottolinea Ferrara –. Serve garantire trasparenza e correttezza nei percorsi occupazionali, soprattutto in una fase di cambiamento così delicata. Nessuna categoria deve essere lasciata ai margini".

Ora contano i fatti
"Il monitoraggio ha senso solo se porta a risultati concreti – conclude Ferrara –.
Dopo un anno, siamo nella fase della verifica: investimenti, produzione e occupazione devono andare nella direzione prevista.

Il Movimento 5 Stelle continuerà a essere presente, nei tavoli e nelle istituzioni, per garantire che gli impegni presi vengano rispettati.

Cassinetta resta un punto centrale, e su questo non abbasseremo l’attenzione".

DFP, FERRARA (M5S): IMPRESE SOTTO PRESSIONE, GOVERNO SENZA STRATEGIA”

Roma,  – Oggi, in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, l’On. Antonio Ferrara (M5S) ha presentato il libro “Alessia, la forza della vita” di Fabrizio Schiavo, in un evento prenotato e organizzato dallo stesso Ferrara in collaborazione con la collega Stefania Ascari.
“Non è stata una semplice presentazione di un libro. È stata una scossa. La storia di Alessia racconta la forza della vita, ma anche la fatica silenziosa di tante famiglie che ogni giorno devono combattere contro burocrazia, liste d’attesa, servizi insufficienti e diritti riconosciuti solo sulla carta”.
Ferrara sottolinea il nodo politico: “Quando una famiglia con una persona fragile o con disabilità deve lottare per ottenere cure, assistenza, continuità terapeutica e livelli essenziali di assistenza, vuol dire che lo Stato non sta facendo fino in fondo il proprio dovere. E qui emerge tutta la distanza tra la propaganda del Governo e la vita reale delle persone”.
“Questa maggioranza parla continuamente di famiglia, ma troppo spesso lascia sole proprio le famiglie più fragili. Si riempiono la bocca di tutela, natalità, valori e comunità; poi, quando bisogna garantire servizi, sanità territoriale, assistenza domiciliare e diritti esigibili, improvvisamente spariscono. La retorica costa poco, i diritti invece richiedono risorse, coraggio e responsabilità”.
“Anche nel Varesotto queste difficoltà sono concrete. Ci sono famiglie che vivono percorsi a ostacoli, costrette a diventare esperte di moduli, ricorsi, telefonate e attese infinite. Non dovrebbe funzionare così: la dignità di una persona non può dipendere dalla resistenza della sua famiglia o dalla fortuna di trovare l’ufficio giusto”.
Da qui la proposta-provocazione di Ferrara: “Ho chiesto all’editore di donare questo libro a ogni deputato della maggioranza. Sarebbe utile: magari tra un emendamento inutile e uno slogan sulla famiglia, qualcuno potrebbe ricordarsi che fuori dai palazzi esistono persone vere, con problemi veri, che non si curano con le conferenze stampa del Governo”.
“Il nostro obiettivo è portare questa storia nel dibattito pubblico. Non per commuoverci per un giorno, ma per trasformare l’emozione in azione politica. Perché una società civile si misura da come protegge chi è più fragile. E oggi, purtroppo, su disabilità, sanità e diritti essenziali, questo Governo è ancora troppo distante dalla realtà”.

DDL MARE, FERRARA (M5S)

*DDL MARE, FERRARA (M5S): “LEGGE SENZA ROTTA, SENZA RISORSE E SENZA SCELTE. COSÌ NON SI AIUTANO NÉ IMPRESE NÉ AMBIENTE”*

Roma, 27 apr. – “Nell' intervento in discussione generale di venti minuti in Aula Ferrara ha  analizzato nel merito il disegno di legge 2855 sulla cosiddetta ‘risorsa mare’. Ne emerge un quadro chiaro: siamo di fronte al classico provvedimento omnibus, dentro cui è stato inserito di tutto — diporto, porti, pesca, offshore, governance — ma senza una visione organica e senza una direzione politica riconoscibile.

Il mare meriterebbe una strategia vera. Qui invece abbiamo un collage normativo: grandi parole, ma poche scelte. Parlano di sviluppo, ma non mettono risorse. Parlano di sistema, ma non costruiscono una rotta.

E questo non è un tema distante dai territori come il nostro. Anche una provincia industriale come Varese è pienamente coinvolta nell’economia del mare: filiere manifatturiere, componentistica, meccanica, innovazione tecnologica, export. Se non si costruisce una strategia chiara a livello nazionale, anche le nostre imprese rischiano di rimanere agganciate a un sistema frammentato, senza visione e senza opportunità di crescita strutturata.

Senza risorse non si fa politica industriale, non si sostiene l’economia del mare e non si aiutano le imprese che competono davvero sui mercati. Quando lo Stato non decide, finiscono sempre per incidere di più i soggetti più forti, mentre piccole e medie imprese e interesse generale restano sullo sfondo.

Noi non siamo contrari a semplificare, soprattutto per le imprese. Ma quando la semplificazione tocca contesti ambientali delicati, serve equilibrio. Altrimenti diventa una scorciatoia che rischia di creare distorsioni anche nel mercato.

Il punto politico è semplice: questa legge non sceglie. Non sceglie tra sviluppo e sostenibilità, tra interesse pubblico e interessi organizzati. Prova a stare con tutti, ma così si finisce sempre per favorire chi ha più forza e più capacità di pressione.

Questa non è una legge sul futuro del mare. È una legge senza rotta. E senza rotta non si va lontano: né per l’ambiente, né per il sistema produttivo, né per il Paese”.

Così in Aula il deputato M5S Antonio Ferrara, durante la discussione generale sul disegno di legge per la valorizzazione della risorsa mare.