Roma, 23 giugno 2026 – “Il Piano Casa del Governo Meloni è già insufficiente nei numeri: promette circa 100 mila alloggi in dieci anni, mentre le famiglie in graduatoria per una casa popolare sono oltre 650 mila. Anche se funzionasse al 100 per cento, lascerebbe fuori oltre 550 mila famiglie. Più che un Piano Casa, è un piano d’attesa”.
Così il deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, intervenendo sull’ordine del giorno n. 71 al decreto Piano Casa, con cui chiede criteri vincolanti contro il consumo di suolo e una vera strategia di rigenerazione urbana.
“Meloni presenta il provvedimento come una svolta – dichiara Ferrara – ma uno sfratto non aspetta dieci anni, una famiglia in difficoltà non aspetta dieci anni, un giovane che non riesce a pagare l’affitto non aspetta dieci anni. Il Governo trova urgenza per il Ponte sullo Stretto e per le spese militari, ma quando si parla di casa, affitti, morosità incolpevole e famiglie in graduatoria, l’urgenza diventa improvvisamente paziente”.
Ferrara richiama anche il tema del consumo di suolo, centrale per territori già fortemente urbanizzati come il Varesotto: “In Italia consumiamo circa 20 ettari di suolo al giorno, mentre esistono oltre 310 chilometri quadrati di edifici non utilizzati e degradati. Perché consumare nuovo suolo se abbiamo patrimonio vuoto da recuperare? Rigenerazione urbana non può essere una parola elegante per giustificare nuovo cemento”.
“Il vero rischio – prosegue Ferrara – è che dietro la parola ‘Piano Casa’ si apra un’autostrada a grandi fondi immobiliari, capitali privati e operazioni speculative, con deroghe molto ampie e commissariamenti che comprimono controlli, trasparenza e ruolo dei territori. Lo dice anche ANAC: troppi commissari, deroghe eccessive e più trasparenza sui contributi ai privati. Altro che casa per chi non ce l’ha: qui rischiamo di fare un regalo a chi sul mattone vuole fare rendimento”.
PIANO CASA, FERRARA (M5S): “DA PIANO CASA A PIANO D’ATTESA: IL PIANO MELONI LASCIA FUORI OLTRE 4 FAMIGLIE SU 5”
“Una famiglia sotto sfratto non vive in un’etichetta di bilancio – conclude Ferrara – vive, o non vive, in una casa. Il diritto all’abitare non si racconta da Palazzo Chigi: si costruisce nei quartieri e nei territori. Se un Piano Casa lascia fuori oltre quattro famiglie su cinque, non mette vincoli seri contro il consumo di suolo e apre la porta alla finanza immobiliare, allora non è un Piano Casa: è l’ennesimo spot con il citofono e con un po’ di cemento in più”.