Caso - Fausto Dardanelli

Caso - Fausto Dardanelli

Fausto Dardanelli, alla Camera dei Deputati una conferenza stampa per chiedere verità e trasparenza

Oggi alla Camera dei Deputati ho organizzato una conferenza stampa dedicata al caso di Fausto Dardanelli, il carabiniere di 34 anni trovato morto il 22 luglio 2016 a Bagaladi, in provincia di Reggio Calabria.

Si tratta di una vicenda che, a distanza di anni, continua a presentare ombre, incongruenze e interrogativi che non possono essere ignorati. Per questo ho ritenuto doveroso riportare l’attenzione delle istituzioni su un caso tanto delicato quanto irrisolto sotto il profilo della piena chiarezza dei fatti.

Nel corso della conferenza stampa è stata richiamata anche l’interrogazione parlamentare presentata sul caso, che evidenzia una serie di criticità emerse negli anni. Il punto, tuttavia, è molto semplice: quando muore un servitore dello Stato, il compito delle istituzioni non è quello di cercare scorciatoie o verità comode, ma di pretendere che ogni dubbio venga chiarito con rigore, serietà e trasparenza.

Non si tratta di sostituirsi alla magistratura, né di alimentare processi mediatici. Si tratta invece di affermare un principio che dovrebbe essere scontato in uno Stato di diritto: la verità non deve fare paura a nessuno. Anzi, deve essere cercata fino in fondo, soprattutto quando restano aperte domande così rilevanti.

Ho voluto ringraziare pubblicamente anche la collega Stefania Ascari, per il lavoro svolto e per aver contribuito a mantenere alta l’attenzione istituzionale su questa vicenda.

La questione non riguarda soltanto il dolore della famiglia di Fausto Dardanelli, che da anni chiede risposte. Riguarda anche la credibilità delle istituzioni. Perché uno Stato serio non teme la verità: la pretende. La pretende per rispetto della famiglia, dei cittadini e di chi ogni giorno indossa una divisa al servizio della collettività.

Il Parlamento ha il dovere di vigilare quando emergono zone d’ombra in casi tanto delicati. Non per interferire con il lavoro degli inquirenti, ma per fare in modo che nessuna domanda venga archiviata nel silenzio e che nessun dubbio venga trattato come un fastidio da rimuovere.

Su vicende come questa serve rispetto, serve prudenza, ma serve soprattutto una cosa: la volontà piena di arrivare alla verità.