In Aula ci attende una settimana fitta di appuntamenti: statuti speciali, impianti sportivi scolastici, mozioni su cinema e risorse agli enti locali, fino al Documento programmatico di finanza pubblica. Come sempre, chiederemo trasparenza, tempi di confronto adeguati e scelte misurabili negli effetti sui territori, a partire dalla provincia di Varese.
Nota politica: bene aggiornare gli Statuti speciali se si rafforzano responsabilità e autonomia, male se si procede a tappe forzate riducendo il Parlamento a semplice timbro. Sugli impianti scolastici: sì all’apertura ai territori, ma con regole chiare, responsabilità e sicurezza.
Nota politica: l’autorizzazione non è un rito di partito ma un passaggio di garanzia costituzionale. Sul Documento programmatico, basta slide: servono numeri, target e responsabilità chiare, con effetti misurabili sui servizi e sull’economia reale.
Tradotto: tempi compressi e calendario serrato. Continueremo a pretendere dibattito vero e documenti completi: il Parlamento non è un ufficio di ratifica.
Convocazioni e programmi della settimana:
Seguiremo audizioni e atti con particolare attenzione agli impatti su imprese, lavoro e filiere del Varesotto: sostegni veri all’innovazione, semplificazioni utili (non solo annunciate) e tracciabilità degli esiti per evitare che le risorse si perdano tra rinvii e burocrazia.
Come Movimento 5 Stelle saremo presenti e puntuali su ogni passaggio. Meno slogan, più contenuti: porteremo in Aula e in Commissione le esigenze dei cittadini e delle imprese del nostro territorio.
Settimana intensa in Aula: si parte con interrogazioni e si entra subito nel vivo con la discussione generale del decreto “Terra dei fuochi”, per poi arrivare a una pioggia di votazioni su urgenze, decreti e mozioni. L’impressione è la solita: si corre molto, si discute poco. Il Parlamento come ufficio ratifiche non è la nostra idea di democrazia.
Nota politica: dichiarare “urgenze” in serie non sostituisce il confronto. Le urgenze vere richiedono trasparenza, non corsie autostradali per i testi del Governo.
Nota politica: PNRR: molti annunci, pochi dati. Chiederemo numeri, scadenze e responsabilità, perché gli investimenti si misurano nei cantieri e nei posti di lavoro, non nelle slide.
Nota politica: sulle crisi internazionali serve chiarezza: linee d’azione, impegni verificabili e coerenza con il diritto internazionale. Le passerelle non fermano le bombe.
Tradotto: tempi stretti e calendario compresso. Continueremo a pretendere dibattito vero e documenti trasparenti. La sovranità appartiene al Parlamento, non all’agenda del Governo.
Come Movimento 5 Stelle vigileremo su ogni passaggio: DL “Terra dei fuochi”, urgenze bancarie e multilaterali, cinema e audiovisivo, risorse agli enti locali, PNRR e Gaza. Meno slogan, più contenuti: porteremo in Aula le istanze dei cittadini e dei territori.
"Una legge costituzionale sulla giustizia fermata per la campagna elettorale, come se il Parlamento fosse solo un fastidio da mettere in pausa."
Roma/Varese, 17 set. –
"Questa settimana il Parlamento ha tirato giù la saracinesca, non per un evento storico o per un’emergenza nazionale, ma per un semplice week-end elettorale in alcune regioni.
Le commissioni parlamentari sono state sconvocate, i lavori sospesi: come dire, prima la campagna, poi – forse – la Costituzione.
Una legge costituzionale sulla giustizia, che dovrebbe essere affrontata con rigore e rispetto delle procedure democratiche, viene così trattata come una pratica qualsiasi, da riprendere dopo i comizi.
Ormai il messaggio è chiaro: “Vi abbiamo fatto parlare in Aula, adesso basta, la decisione la prendiamo noi”.
Eppure non parliamo di una norma tecnica, ma di una riforma che cambia l’assetto della giustizia e l’indipendenza della magistratura, spezzando l’unità della giurisdizione e aprendo la strada a un controllo politico dei pubblici ministeri.
Non accelera i processi, non porta trasparenza, non aiuta i cittadini.
È solo il tentativo di consegnare ancora più potere a chi già governa.
Nel frattempo, mentre si gioca con la Costituzione come fosse un volantino elettorale, territori come la provincia di Varese restano senza risposte su temi fondamentali: lavoro, servizi, sostegno alle imprese.
Perché quando la priorità diventa fare campagna, tutto il resto viene messo in coda… come in un ufficio chiuso per ferie.
Dopo la seconda lettura, la parola passerà ai cittadini attraverso un referendum costituzionale.
E lì non basterà chiudere il Parlamento: saranno le persone, nelle piazze e fuori dai palazzi, a smascherare gli inganni, a capire chi ha difeso la Costituzione e chi l’ha usata come uno slogan.
E sarà la gente a dire, con il voto, che la giustizia appartiene ai cittadini, non ai potenti."
Così in una nota Antonio Ferrara, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Attività Produttive della Camera.
Anche questa settimana sarà intensa sia in Aula che in Commissione Attività Produttive. Due fronti diversi, ma strettamente collegati: da una parte si discutono e si votano provvedimenti che incidono sulla vita di milioni di cittadini, dall’altra si preparano le scelte strategiche per le nostre imprese e i territori, come la provincia di Varese.
In Aula ci attendono discussioni cruciali, a partire da due decreti-legge di forte impatto:
Questi due provvedimenti saranno al centro delle votazioni tra martedì 23 e giovedì 25, con eventuale prosecuzione dei lavori nella giornata di venerdì 26.
Oltre ai decreti, saranno discusse anche:
Giornate che si preannunciano impegnative, con sedute anche notturne, e che vedranno la nostra forza politica portare in Aula le ragioni di trasparenza, partecipazione e rispetto per le istituzioni democratiche.
Parallelamente ai lavori in Aula, la Commissione Attività Produttive sarà impegnata in una serie di audizioni informative che toccheranno temi fondamentali per lo sviluppo economico e industriale del Paese.
Martedì 23 settembre si terranno audizioni con esperti, associazioni di categoria e rappresentanti del settore produttivo. L’obiettivo è raccogliere informazioni e proposte utili per le prossime decisioni strategiche e per dare voce anche ai territori come il nostro, con le imprese e i lavoratori della provincia di Varese.
Mercoledì 24 settembre la Commissione proseguirà con ulteriori incontri e approfondimenti, concentrandosi sulle misure previste per sostenere la competitività e l’innovazione.
Come sempre, il nostro impegno sarà quello di vigilare e di portare le istanze locali a Roma, assicurandoci che le politiche industriali non siano solo annunci, ma strumenti concreti per la crescita e la tutela dell’occupazione.
In Aula come in Commissione, la settimana sarà intensa e determinante. Continueremo a lavorare con determinazione, portando avanti le istanze di chi ci ha dato fiducia, e difendendo la centralità del Parlamento come luogo di confronto reale, non come semplice ufficio di ratifica delle decisioni del Governo.
In Parlamento arriva una settimana densa: si discute di giustizia, conti pubblici e cultura. Sulla carta un bel programma; nella pratica, il solito copione: tempi contingentati, testi chiusi, confronto ridotto all’osso. Il Governo pretende un applauso a scena aperta e il Parlamento dovrebbe limitarsi a fare il notaio. No grazie: i cittadini della provincia di Varese meritano trasparenza, non una liturgia.
DDL cost. 1917-B – Norme sull’ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare . Qui non si parla di una circolare interna, ma di equilibri costituzionali. Per la maggioranza, però, vale la regola d’oro: se non è complesso, acceleriamo; se è complesso… acceleriamo lo stesso. Peccato che accelerare su una curva stretta senza guardrail, di solito, finisca male.
Domanda semplice: si vogliono correggere storture o disegnare un’architettura disciplinare che mette la magistratura in affitto con vista Chigi? Cautela e ascolto dovrebbero essere le parole chiave. Invece la risposta è l’ormai famoso “fidatevi”. Grazie, ma il controllo democratico non è un atto di fede.
DDL 2536 – Rendiconto generale dello Stato 2024 | DDL 2537 – Assestamento del bilancio dello Stato 2025 .
Ecco il cuore della settimana. Normalmente il bilancio è l’occasione per misurare le scelte: quali priorità, quali investimenti, quali tagli. Normalmente. Qui, invece, arriva in Aula una coppia di testi immodificabili nei fatti. Traduzione dal “burocratese”: votate e non disturbate il manovratore.
Effetto sul Varesotto? Se non possiamo incidere, chi difende imprese, lavoratori e servizi locali? Se la coperta è corta, qualcuno resta al freddo: senza confronto, guarda caso, restano al freddo sempre gli stessi. Chiediamo conti chiari, tracciabilità della spesa e verifica degli impatti territoriali.
PDL 2097-A e abbinate – Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi (dossier Servizio Studi).
Francesco è un simbolo alto di pace, sobrietà e fraternità: nulla da eccepire. Ma la domanda è un’altra: è questa la priorità adesso? Con crisi industriali aperte, caro-vita che morde e servizi territoriali in apnea, la maggioranza scopre il gusto per le giornate simboliche. Si celebra molto, si governa poco. Per noi la festa è la conseguenza di politiche che funzionano, non il contrario.
Mozione n. 1-00445 – Iniziative per il finanziamento del settore del cinema e dell’audiovisivo (testo in allegato all’ODG; eventuali resoconti consultabili sul sito della Camera).
Il settore merita sostegno: lavoro, indotto, identità culturale. Ma servono criteri chiari, bandi trasparenti, valutazioni indipendenti. Senza regole, il confine tra cultura e cultura delle amicizie è sottile. Noi chiediamo un sistema che premi qualità e innovazione, non chi conosci.
Bilanci blindati e riforme lampo hanno conseguenze concrete su imprese, lavoratori, famiglie e servizi della provincia di Varese. Ogni euro assegnato o negato, ogni regola scritta male o troppo in fretta, si traduce in ritardi, tagli, burocrazia. Chiediamo trasparenza sugli impatti territoriali, monitoraggi pubblici e valutazioni ex-post sui risultati. Le priorità non si annunciano in conferenza stampa: si leggono nei capitoli di spesa.
Come Movimento 5 Stelle saremo vigili, propositivi e puntuali. No alle passerelle e alle ratifiche al buio, sì a trasparenza, partecipazione e rispetto delle regole. Se la maggioranza cerca l’ennesima standing ovation, noi porteremo in Aula i numeri e la voce del territorio.
Nota: tutti i link rimandano a pagine ufficiali della Camera e si aprono in una nuova finestra.