CALENDARIO AULA 30 settembre / 3 ottobre 2025

Settimana Politica in Aula – 30 settembre / 3 ottobre 2025

Settimana intensa in Aula: si parte con interrogazioni e si entra subito nel vivo con la discussione generale del decreto “Terra dei fuochi”, per poi arrivare a una pioggia di votazioni su urgenze, decreti e mozioni. L’impressione è la solita: si corre molto, si discute poco. Il Parlamento come ufficio ratifiche non è la nostra idea di democrazia.


Martedì 30 settembre

Ordine del Giorno ufficiale

  • Ore 11:00 – Interpellanze e interrogazioni.
  • Ore 14:00 – Discussione generale DL “Terra dei fuochi”.
  • Ore 17:00 – Votazioni su:
    • Urgenza DDL “Banche e Fondi multilaterali di sviluppo”.
    • Documento su sussidiarietà e neutralità climatica.
    • DL “Terra dei fuochi”.
    • Mozioni cinema e audiovisivo.
    • Mozioni su risorse agli enti locali.

Nota politica: dichiarare “urgenze” in serie non sostituisce il confronto. Le urgenze vere richiedono trasparenza, non corsie autostradali per i testi del Governo.


Mercoledì 1 ottobre

Ordine del Giorno ufficiale

  • Ore 9:30 – Comunicazioni del Ministro per gli Affari europei sul PNRR, con votazioni sulle risoluzioni al termine.
  • Ore 15:00Question Time.
  • Ore 16:15–20:00Votazioni sugli argomenti non conclusi martedì.

Nota politica: PNRR: molti annunci, pochi dati. Chiederemo numeri, scadenze e responsabilità, perché gli investimenti si misurano nei cantieri e nei posti di lavoro, non nelle slide.


Giovedì 2 ottobre

Ordine del Giorno ufficiale

  • Ore 9:30 – Comunicazioni del Ministro degli Esteri su Gaza, con votazioni sulle risoluzioni al termine.
  • Ore 15:00–20:00Votazioni sugli argomenti non conclusi mercoledì.

Nota politica: sulle crisi internazionali serve chiarezza: linee d’azione, impegni verificabili e coerenza con il diritto internazionale. Le passerelle non fermano le bombe.


Venerdì 3 ottobre

Ordine del Giorno ufficiale

  • Ore 9:30 – Interpellanze urgenti.

Scadenze procedurali

  • Termine emendamenti: martedì 30 settembre, ore 13:30.
  • Termine ordini del giorno: martedì 30 settembre, ore 13:30.

Tradotto: tempi stretti e calendario compresso. Continueremo a pretendere dibattito vero e documenti trasparenti. La sovranità appartiene al Parlamento, non all’agenda del Governo.


Il nostro impegno

Come Movimento 5 Stelle vigileremo su ogni passaggio: DL “Terra dei fuochi”, urgenze bancarie e multilaterali, cinema e audiovisivo, risorse agli enti locali, PNRR e Gaza. Meno slogan, più contenuti: porteremo in Aula le istanze dei cittadini e dei territori.

CALENDARIO AULA 22-26 settembre 2025

Settimana Politica – Dal 22 al 26 settembre 2025

Anche questa settimana sarà intensa sia in Aula che in Commissione Attività Produttive. Due fronti diversi, ma strettamente collegati: da una parte si discutono e si votano provvedimenti che incidono sulla vita di milioni di cittadini, dall’altra si preparano le scelte strategiche per le nostre imprese e i territori, come la provincia di Varese.


Lavori in Aula

In Aula ci attendono discussioni cruciali, a partire da due decreti-legge di forte impatto:

  • DL 110/2025 – Misure urgenti per il commissariamento dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e per il finanziamento dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù (approvato dal Senato, scadenza: 30 settembre 2025).
  • DL 117/2025 – Misure urgenti in materia di giustizia (da inviare al Senato, scadenza: 7 ottobre 2025).

Questi due provvedimenti saranno al centro delle votazioni tra martedì 23 e giovedì 25, con eventuale prosecuzione dei lavori nella giornata di venerdì 26.

Oltre ai decreti, saranno discusse anche:

  • Pdl 2097-A – Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi.
  • Rendiconto generale dello Stato 2024 (DDL 2536) e Assestamento del bilancio dello Stato 2025 (DDL 2537).
  • Mozioni per il finanziamento del cinema e dell’audiovisivo (nn. 1-445, 1-487 e 1-488).
  • Mozione n. 1-472 – Iniziative sul trasferimento delle risorse statali agli enti locali.

Giornate che si preannunciano impegnative, con sedute anche notturne, e che vedranno la nostra forza politica portare in Aula le ragioni di trasparenza, partecipazione e rispetto per le istituzioni democratiche.


Commissione Attività Produttive

Parallelamente ai lavori in Aula, la Commissione Attività Produttive sarà impegnata in una serie di audizioni informative che toccheranno temi fondamentali per lo sviluppo economico e industriale del Paese.

Martedì 23 settembre si terranno audizioni con esperti, associazioni di categoria e rappresentanti del settore produttivo. L’obiettivo è raccogliere informazioni e proposte utili per le prossime decisioni strategiche e per dare voce anche ai territori come il nostro, con le imprese e i lavoratori della provincia di Varese.

Mercoledì 24 settembre la Commissione proseguirà con ulteriori incontri e approfondimenti, concentrandosi sulle misure previste per sostenere la competitività e l’innovazione.

Come sempre, il nostro impegno sarà quello di vigilare e di portare le istanze locali a Roma, assicurandoci che le politiche industriali non siano solo annunci, ma strumenti concreti per la crescita e la tutela dell’occupazione.


Conclusione

In Aula come in Commissione, la settimana sarà intensa e determinante. Continueremo a lavorare con determinazione, portando avanti le istanze di chi ci ha dato fiducia, e difendendo la centralità del Parlamento come luogo di confronto reale, non come semplice ufficio di ratifica delle decisioni del Governo.

CALENDARIO AULA  15-19 settembre 2025

Settimana politica: bilanci blindati, riforme in corsa e priorità da passerella

In Parlamento arriva una settimana densa: si discute di giustizia, conti pubblici e cultura. Sulla carta un bel programma; nella pratica, il solito copione: tempi contingentati, testi chiusi, confronto ridotto all’osso. Il Governo pretende un applauso a scena aperta e il Parlamento dovrebbe limitarsi a fare il notaio. No grazie: i cittadini della provincia di Varese meritano trasparenza, non una liturgia.

Linea M5S: meno passerelle, più merito; meno slogan, più numeri; meno cronometro, più dibattito.

1) Riforma costituzionale – Corte disciplinare

DDL cost. 1917-B – Norme sull’ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare . Qui non si parla di una circolare interna, ma di equilibri costituzionali. Per la maggioranza, però, vale la regola d’oro: se non è complesso, acceleriamo; se è complesso… acceleriamo lo stesso. Peccato che accelerare su una curva stretta senza guardrail, di solito, finisca male.

Domanda semplice: si vogliono correggere storture o disegnare un’architettura disciplinare che mette la magistratura in affitto con vista Chigi? Cautela e ascolto dovrebbero essere le parole chiave. Invece la risposta è l’ormai famoso “fidatevi”. Grazie, ma il controllo democratico non è un atto di fede.

2) Conti pubblici – Rendiconto 2024 e Assestamento 2025

DDL 2536 – Rendiconto generale dello Stato 2024  |  DDL 2537 – Assestamento del bilancio dello Stato 2025 .

Ecco il cuore della settimana. Normalmente il bilancio è l’occasione per misurare le scelte: quali priorità, quali investimenti, quali tagli. Normalmente. Qui, invece, arriva in Aula una coppia di testi immodificabili nei fatti. Traduzione dal “burocratese”: votate e non disturbate il manovratore.

Effetto sul Varesotto? Se non possiamo incidere, chi difende imprese, lavoratori e servizi locali? Se la coperta è corta, qualcuno resta al freddo: senza confronto, guarda caso, restano al freddo sempre gli stessi. Chiediamo conti chiari, tracciabilità della spesa e verifica degli impatti territoriali.

3) “Festa nazionale” di San Francesco d’Assisi

PDL 2097-A e abbinate – Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi  (dossier Servizio Studi).

Francesco è un simbolo alto di pace, sobrietà e fraternità: nulla da eccepire. Ma la domanda è un’altra: è questa la priorità adesso? Con crisi industriali aperte, caro-vita che morde e servizi territoriali in apnea, la maggioranza scopre il gusto per le giornate simboliche. Si celebra molto, si governa poco. Per noi la festa è la conseguenza di politiche che funzionano, non il contrario.

4) Cinema e audiovisivo

Mozione n. 1-00445 – Iniziative per il finanziamento del settore del cinema e dell’audiovisivo (testo in allegato all’ODG; eventuali resoconti consultabili sul sito della Camera).

Il settore merita sostegno: lavoro, indotto, identità culturale. Ma servono criteri chiari, bandi trasparenti, valutazioni indipendenti. Senza regole, il confine tra cultura e cultura delle amicizie è sottile. Noi chiediamo un sistema che premi qualità e innovazione, non chi conosci.


Perché riguarda Varese (e non è “politica romana”)

Bilanci blindati e riforme lampo hanno conseguenze concrete su imprese, lavoratori, famiglie e servizi della provincia di Varese. Ogni euro assegnato o negato, ogni regola scritta male o troppo in fretta, si traduce in ritardi, tagli, burocrazia. Chiediamo trasparenza sugli impatti territoriali, monitoraggi pubblici e valutazioni ex-post sui risultati. Le priorità non si annunciano in conferenza stampa: si leggono nei capitoli di spesa.

Impegni che portiamo in Aula, con lo sguardo su Varese:
  • Conti chiari: dati aperti, facilmente consultabili, con focus sugli effetti per la provincia.
  • Tempi certi: stop alle maratone notturne che bruciano il confronto.
  • Bandi trasparenti e valutazioni indipendenti per cultura e audiovisivo.
  • Tutela degli equilibri costituzionali: prima la democrazia, poi la velocità.

La nostra posizione

Come Movimento 5 Stelle saremo vigili, propositivi e puntuali. No alle passerelle e alle ratifiche al buio, a trasparenza, partecipazione e rispetto delle regole. Se la maggioranza cerca l’ennesima standing ovation, noi porteremo in Aula i numeri e la voce del territorio.


Documenti ufficiali

Nota: tutti i link rimandano a pagine ufficiali della Camera e si aprono in una nuova finestra.

Costituzione sotto scacco, Parlamento chiuso: per Meloni un week-end elettorale vale più della democrazia


"Una legge costituzionale sulla giustizia fermata per la campagna elettorale, come se il Parlamento fosse solo un fastidio da mettere in pausa."


Roma/Varese, 17 set.
"Questa settimana il Parlamento ha tirato giù la saracinesca, non per un evento storico o per un’emergenza nazionale, ma per un semplice week-end elettorale in alcune regioni.
Le commissioni parlamentari sono state sconvocate, i lavori sospesi: come dire, prima la campagna, poi – forse – la Costituzione.

Una legge costituzionale sulla giustizia, che dovrebbe essere affrontata con rigore e rispetto delle procedure democratiche, viene così trattata come una pratica qualsiasi, da riprendere dopo i comizi.
Ormai il messaggio è chiaro: “Vi abbiamo fatto parlare in Aula, adesso basta, la decisione la prendiamo noi”.

Eppure non parliamo di una norma tecnica, ma di una riforma che cambia l’assetto della giustizia e l’indipendenza della magistratura, spezzando l’unità della giurisdizione e aprendo la strada a un controllo politico dei pubblici ministeri.
Non accelera i processi, non porta trasparenza, non aiuta i cittadini.
È solo il tentativo di consegnare ancora più potere a chi già governa.

Nel frattempo, mentre si gioca con la Costituzione come fosse un volantino elettorale, territori come la provincia di Varese restano senza risposte su temi fondamentali: lavoro, servizi, sostegno alle imprese.
Perché quando la priorità diventa fare campagna, tutto il resto viene messo in coda… come in un ufficio chiuso per ferie.

Dopo la seconda lettura, la parola passerà ai cittadini attraverso un referendum costituzionale.
E lì non basterà chiudere il Parlamento: saranno le persone, nelle piazze e fuori dai palazzi, a smascherare gli inganni, a capire chi ha difeso la Costituzione e chi l’ha usata come uno slogan.
E sarà la gente a dire, con il voto, che la giustizia appartiene ai cittadini, non ai potenti."

Così in una nota Antonio Ferrara, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Attività Produttive della Camera.

Meno sanità, più armi: la scelta sbagliata del Governo Meloni

 

Questa settimana la Camera dei Deputati ha discusso una mozione fondamentale per il futuro del Paese: dire no all’aumento vertiginoso delle spese militari e sì a maggiori investimenti nei servizi essenziali come sanità, scuola, welfare, ambiente e ricerca.

Al recente vertice NATO di giugno, la Premier Giorgia Meloni ha sottoscritto l’impegno a portare la spesa militare italiana al 5% del PIL entro il 2035, senza alcun confronto preventivo con il Parlamento.
Tradotto in cifre: oltre 100 miliardi di euro in più ogni anno destinati a difesa e sicurezza, mentre la spesa sanitaria pubblica è ferma al 6,2% del PIL, sotto la media europea.

Questo aumento comporterebbe tagli pesantissimi ai servizi pubblici e alle politiche sociali.
Oggi l’Italia spende circa 45 miliardi di euro l’anno per la difesa (pari al 2% del PIL). Con la firma di Meloni, nel 2035 si arriverebbe a 145 miliardi di euro, più del triplo rispetto ad oggi, in un Paese dove le liste d’attesa negli ospedali si allungano, il personale sanitario è insufficiente e molte famiglie sono costrette a rivolgersi al privato per avere cure tempestive.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione per invertire questa rotta, con obiettivi chiari:

  • bloccare l’aumento vertiginoso delle spese militari,
  • rafforzare il Fondo Sanitario Nazionale con almeno 8 miliardi di euro in più ogni anno,
  • destinare maggiori risorse a welfare, scuola e cooperazione internazionale,
  • e portare l’Italia ad aderire finalmente al Trattato per la proibizione delle armi nucleari.

La provincia di Varese, dove molti cittadini già affrontano difficoltà economiche e tempi di attesa insostenibili per visite ed esami, subirebbe in pieno l’impatto di queste scelte.

Ogni euro dirottato verso le armi significa meno fondi per ospedali, infrastrutture, imprese locali e innovazione. Una scelta che non solo non aumenta la sicurezza, ma indebolisce la società e l’economia reale.


DATI A CONFRONTO

Voce di spesa Valore attuale Scenario 2035 (vertice NATO)
Spesa militare Italia 45 miliardi €/anno (2% PIL) Oltre 145 miliardi €/anno (5% PIL)
Spesa sanitaria pubblica 6,2% PIL Stagnante o in calo
Incremento annuo previsto per la difesa +9-10 miliardi €/anno Crescita continua fino al 2035
Fondi aggiuntivi per ospedali proposti dal M5S +8 miliardi €/anno Per riportare l’Italia almeno alla media UE

On. Antonio Ferrara (M5S) ha dichiarato:

“Il Governo Meloni ha scelto di spostare risorse immense verso armi e contratti miliardari per le lobby dell’industria bellica, mentre ospedali, scuole e famiglie restano senza sostegno.
Questa politica non rende l’Italia più sicura, la rende solo più povera e fragile.

Per la provincia di Varese, come per il resto del Paese, la priorità dev’essere la salute, il lavoro, l’innovazione e la sicurezza sociale.
Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi perché ogni euro venga investito per migliorare la vita delle persone, non per alimentare nuove guerre.”

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