Video Interventi in aula
043-2281 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 15_04_2025
a seduta n. 467 di martedì 15 aprile 2025, sul DL Bollette – A.C. 2281-A, durante l’esame degli ordini del giorno.
L’ODG riguardava la necessità di una campagna di comunicazione istituzionale sul contributo straordinario da 200 euro per le bollette, perché per le famiglie con ISEE tra 9.530 e 25.000 euro era necessario presentare tempestivamente la DSU all’INPS per ottenere l’ISEE aggiornato e accedere al beneficio.
Signor Presidente, colleghi,
stiamo qua discutendo un provvedimento che dovrebbe aiutare le famiglie italiane schiacciate dal caro energia.
Ma diciamoci la verità, questo decreto è un manifesto all’ipocrisia politica, un esempio da manuale di come fingere di dare senza dare un bel niente.
Parliamo del famigerato contributo straordinario da 200 euro una tantum, una cifra che nel 2025 fa letteralmente ridere.
Meno di una bolletta mensile, un’elemosina camuffata da misura sociale.
Ma la vera perla è il meccanismo di accesso.
Se sei povero, ma non abbastanza povero da rientrare nel bonus automatico, devi fare domanda, cioè devi presentare la DSU, aggiornare l’ISEE, passare dall’INPS e solo dopo, forse, ti becchi 200 euro.
Una tantum, non esageriamo.
E attenzione, questo è il capolavoro della maggioranza: pensano che le famiglie più fragili, quelle che hanno problemi a fare la spesa a fine mese, abbiano lo SPID, il PIN, la PEC, il QR Code, e pure un commercialista per hobby.
Ma lo sapete che in Italia, secondo l’Istat, oltre il 40 per cento della popolazione tra i 55 e 74 anni non ha mai usato Internet?
E voi pretendete che questi cittadini si colleghino all’INPS, scarichino la DSU, come se fosse Spotify?
Quindi con questo decreto, se sei anziano, povero, per avere 200 euro devi superare un labirinto burocratico digitale degno di Hogwarts.
Ed è qui che si chiede che il Governo adotti una specifica campagna di comunicazione ed informazione al fine di raggiungere l’intera platea, questi beneficiari che sono stati individuati.
Ma ci rendiamo conto?
Dobbiamo chiedere un favore al Governo per avvisare i cittadini che esiste un bonus?
Avete creato un meccanismo talmente contorto che, se non lo spieghiamo con il megafono e i volantini alle poste, nessuno ci capisce niente.
Quindi facciamola finita con la farsa: o questi 200 euro li volete dare davvero, automaticamente, subito, a chi ne ha diritto, oppure diteci chiaramente che è solo fumo negli occhi, per mettere la X sulla lista delle promesse.
Perché sapete com’è?
Quando si governa con i comunicati stampa e le grafiche su Facebook, ci si dimentica che il Paese reale non è su Instagram, ma in fila al CAF, al freddo, con la bolletta in mano.
Fate almeno un po’ di pubblicità seria, magari alle poste, nei centri per anziani, nei bar di paese, che tanto non costa nulla, e smettetela di prendere in giro chi sta già male, perché un bonus di 200 euro non è offensivo per la cifra, è offensivo per come lo fate.
E concludo: se davvero volete pensare ad una campagna di comunicazione istituzionale per risolvere il problema della povertà energetica, allora mandatela in onda in prima serata, tra una pubblicità e l’altra, una di calzini, una di mutande.
Almeno sarà coerente: una misura ridicola annunciata con uno stile altrettanto ridicolo.
