Video Interventi in aula
048-2316 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 23_06_2025
Intervento in Aula 23_06_2025 corrisponde all’intervento nella seduta n. 497 di lunedì 23 giugno 2025, durante la discussione sulle linee generali del disegno di legge C. 2316-A sull’intelligenza artificiale. Nel resoconto ufficiale la Presidenza dà la parola all’on. Antonio Ferrara come relatore di minoranza per la X Commissione Attività produttive.
Grazie, Presidente.
Onorevoli colleghi, ormai è evidente che il Governo Meloni ha deciso di affrontare la questione dell’intelligenza artificiale con la stessa superficialità di chi copia male il compito in classe da Wikipedia.
Avevate l’occasione storica di mettere l’Italia al passo col futuro del digitale e, invece, ci troviamo davanti a una legge che somiglia più a un tema scolastico frettoloso che a un provvedimento serio e strutturato.
Parliamoci chiaro: questo testo è un gigante dai piedi d’argilla. Tante belle parole, slogan suggestivi e promesse che restano vuote, perché prive di coperture economiche e strategie definitive.
Parlate tanto di sovranità tecnologica e di sicurezza dei dati, eppure continuate a lasciare i nostri dati strategici in mani straniere, pensando che basti definirli italiani per renderli davvero sicuri. Non è così che funziona.
E in questo passaggio vorrei ricordare a tutti che era possibile apportare modifiche importanti, senza che ciò significasse dover rimandare il testo al Senato: modifiche che avrebbero reso il provvedimento più solido e utile per i cittadini italiani, in settori cruciali come la sanità, il lavoro, la legislazione e il sistema delle imprese.
In ambito sanitario, per esempio, l’intelligenza artificiale è uno strumento che può salvare vite, migliorando diagnosi e trattamenti. Tuttavia, senza trasparenza sugli algoritmi e senza un’etica precisa, rischiamo di lasciare decisioni vitali nelle mani di una fredda macchina senza alcun controllo umano effettivo.
Nel mondo del lavoro, l’IA non deve essere vista solo come una minaccia che elimina posti di lavoro, ma come una risorsa da gestire e governare con competenza, formazione continua e protezione reale dei lavoratori. Invece, state ignorando la necessità di prevedere investimenti adeguati a formare il personale, lasciando migliaia di lavoratori in balia delle trasformazioni tecnologiche.
Dal punto di vista legislativo, questo testo lascia troppo spazio a interpretazioni vaghe e crea confusione, insicurezza per i cittadini e per le imprese. Un provvedimento serio avrebbe definito con chiarezza le responsabilità civili e penali legate all’uso dell’intelligenza artificiale, garantendo così certezza del diritto e sicurezza giuridica.
Le imprese, soprattutto le piccole e medie imprese, avrebbero meritato attenzioni particolari. Servono investimenti concreti per favorire la cooperazione, la formazione digitale continua, un accesso reale all’innovazione tecnologica. Invece, siete riusciti a confezionare solo slogan vuoti su Industria 5.0, mentre all’estero si va avanti spediti verso Industria 6.0.
E gli stessi industriali italiani vanno dicendo apertamente che preferirebbero tornare alle nostre proposte di Industria 4.0, perché almeno quelle funzionavano davvero.
In definitiva, caro Governo e colleghi della maggioranza, con questo testo avete scelto ancora una volta la strada più semplice: quella degli annunci e delle illusioni, abbandonando la responsabilità politica di governare davvero l’innovazione tecnologica.
Non sarà la propaganda, né il vostro ostinato rifiuto di dialogare con le opposizioni, a proteggere davvero l’Italia e gli italiani.
Era il momento giusto per apportare cambiamenti seri, senza perdere altro tempo, senza ulteriori passaggi inutili, ma avete preferito sacrificare questa opportunità sull’altare della vostra solita arroganza e del vostro “decidiamo noi e basta”.
Il MoVimento 5 Stelle continuerà comunque a proporre soluzioni serie, concrete e sostenibili, affinché l’intelligenza artificiale diventi davvero uno strumento al servizio dei cittadini e non un privilegio nelle mani dei soliti pochi.
Il futuro si costruisce oggi. Noi non abbiamo intenzione di rassegnarci a un domani governato da algoritmi senza controllo, da decisioni prese altrove, da interessi che nulla hanno a che vedere con il nostro bene comune.
