Video Interventi in aula
076-2758 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula PRODUZIONE ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI 14_01_2026
Intervento dell’On. Antonio Ferrara sull’ordine del giorno n. 9/2758/38 Ferrara, relativo al decreto Piano Transizione 5.0 ed energia da fonti rinnovabili, seduta Camera n. 593 del 14 gennaio 2026. Il titolo del file video riporta: “Intervento in Aula PRODUZIONE ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI 14_01_2026
Signor Presidente, colleghi, colleghe.
Oggi discutiamo di quest’ordine del giorno perché Transizione 5.0 non è semplicemente una misura sbagliata, è una débâcle politica industriale e amministrativa.
Era un piano annunciato, a dicembre del 2023, con toni trionfalistici: la svolta per le imprese, la transizione che accelera, un salto di qualità.
Peccato — è la realtà — che abbia fatto un salto all’indietro, perché Transizione 5.0 diventa operativa quasi un anno dopo, con decreti attuativi in ritardo, procedure incomprensibili, certificazioni a catena.
Altro che incentivo, è un percorso alla resistenza.
Mentre voi costruivate questo labirinto, fuori da quest’Aula accadeva qualcosa di molto serio: la produzione industriale iniziava a crollare mese dopo mese, dato dopo dato, con una caduta continua e prolungata che dura da mesi, non per una settimana, non per un trimestre, ma una fase strutturale di debolezza industriale.
In questo contesto il Governo cos’è che fa?
Complica gli incentivi, blocca gli investimenti, spegne la fiducia.
Il colpo finale arriva il 7 novembre 2025: una comunicazione del Ministero annuncia la fine dei fondi di Transizione 5.0, così, con una nota.
Peccato che mancassero due mesi alla scadenza naturale del Piano.
Due mesi!
In quei due mesi c’erano imprese che avevano già investito, che avevano firmato contratti e, invece, si sono trovate davanti un cartello semplice: fondi finiti, arrangiatevi.
Il risultato?
Ben 2,5 miliardi bloccati, investimenti congelati, cantieri fermi, decisioni rinviate e, soprattutto, un messaggio devastante al mondo produttivo: lo Stato non è affidabile.
Perché un’impresa non vive di slogan, vive di certezze, e quando lo Stato cambia le regole, mentre tu stai investendo, non sta facendo politica industriale, sta sabotando la fiducia.
Qui arriviamo al cuore politico della questione: avete demolito Transizione 4.0, uno strumento che funzionava, semplice, automatico, universalistico, basato sul credito d’imposta, lo strumento che ha generato la maggiore percentuale di spesa reale.
Lo avete smantellato per sostituirlo con qualcosa di più complicato, più selettivo, più lento, e avete ottenuto esattamente il risultato opposto a quello promesso.
Poi, quando il disastro diventa evidente, voi cosa fate?
Tornate indietro, con la legge di bilancio 2026 reintroducete l’iperammortamento.
Cioè, prima dite che il credito d’imposta non va bene, poi lo cancellate, poi fallisce Transizione 5.0 e, infine, tornate al passato.
Un’idea chiarissima sul futuro.
Mentre tutto questo accade, il Presidente del Consiglio continua a dire: faremo, diremo, metteremo.
Ma, Presidente Meloni, con rispetto, siamo alla fine della legislatura, sono passate quattro leggi di bilancio, quattro!
Non siamo più nel tempo del faremo, siamo nel tempo dell’avete fatto.
Siamo in una situazione che è sotto gli occhi di tutti: confusione, ritardi, stop improvvisi, produzione in calo e imprese lasciate sole.
Con quest’ordine del giorno noi diciamo una cosa chiara: basta esperimenti sulla pelle delle imprese, ripristinate Transizione 4.0, rimettete al centro il credito d’imposta.
Date stabilità, semplicità e continuità, perché la transizione non si fa con gli slogan, non si fa con i comunicati e non si fa cambiando le regole a partita iniziata.
Si fa con politiche industriali serie.
Questa è la differenza tra propaganda e politica industriale, e voi su questo avete clamorosamente fallito.
