Video Interventi in aula

064-1806 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento Laghi ceresio in Aula 27_11_2025

Camera del 27 novembre 2025, sul provvedimento relativo al contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne. Radio Radicale lo colloca nell’esame dell’emendamento 1.500, con interventi di Antonio Ferrara e Andrea Pellicini.

Il tema politico-territoriale è quello del Lago di Varese inserito tra i “grandi laghi” e del Ceresio/Lago di Lugano inizialmente escluso, poi inserito con emendamento.

Grazie, Presidente.

Colleghi, colleghe,

intervengo su questo emendamento perché qui stiamo discutendo di una questione che sembra tecnica, ma che in realtà dice molto del modo in cui vengono scritte alcune norme.

Parliamo del contrasto al bracconaggio ittico nelle acque interne, un tema importante, perché la pesca illegale danneggia gli ecosistemi, colpisce la biodiversità, altera gli equilibri naturali e crea anche problemi di controllo e legalità nei nostri territori.

Proprio per questo, però, le norme dovrebbero essere scritte con attenzione, con coerenza e con conoscenza reale dei luoghi.

E invece, guardando l’elenco dei laghi inseriti nell’allegato, emerge un paradosso evidente: il Lago di Varese viene considerato tra i grandi laghi d’Italia, mentre il Ceresio, cioè il Lago di Lugano, inizialmente non viene inserito.

Ora, Presidente, chi conosce il nostro territorio sa bene che questa scelta è quantomeno discutibile.

Il Ceresio non è un dettaglio geografico, non è un lago marginale, non è una dimenticanza da poco. È un lago transfrontaliero, interessa anche il territorio italiano, coinvolge comuni lombardi, ha una rilevanza ambientale, turistica, economica e territoriale evidente.

Parliamo di un bacino che riguarda anche la provincia di Varese e la Lombardia, e che non può essere ignorato in una norma che disciplina le acque interne e il contrasto al bracconaggio ittico.

Per questo chiediamo che il Ceresio venga inserito correttamente nell’elenco.

È una correzione di buonsenso, prima ancora che politica.

Ma, Presidente, il punto non è solo il Ceresio.

Il punto è anche il Lago di Varese.

Perché il Lago di Varese viene classificato tra i cosiddetti grandi laghi d’Italia, ma questa classificazione non ha una vera base scientifica o ambientale.

Il Lago di Varese non è un grande lago per volume, non è un grande lago per profondità, non è un grande lago per caratteristiche morfologiche.

È un lago fragile, delicato, con una storia pesantissima di inquinamento industriale, con criticità ambientali note da decenni, con un ecosistema che avrebbe bisogno di risanamento, monitoraggio e tutela reale.

E allora la domanda è semplice: perché il Lago di Varese sì e il Ceresio no?

Perché un lago fragile, ferito, poco profondo, viene promosso artificialmente a grande lago, mentre un lago transfrontaliero come il Ceresio viene dimenticato?

Qui il sospetto politico nasce spontaneo.

Perché questa classificazione rischia di produrre un effetto molto concreto: consegnare alla Regione Lombardia, guidata dalla Lega e dal Presidente Fontana, un’ulteriore leva normativa sulle attività lacustri.

E guarda caso il lago promosso è proprio quello della provincia del Ministro Giorgetti.

Sarà una coincidenza, ma sembra più una coordinata politica che una valutazione ambientale.

Noi non siamo contrari alla tutela dei laghi.

Al contrario: proprio perché vogliamo tutelare davvero i laghi, chiediamo che le norme siano coerenti, fondate, trasparenti e non costruite a misura di convenienza politica.

Il contrasto al bracconaggio ittico è una cosa seria.

Non può diventare il pretesto per fare classificazioni artificiali, per creare gerarchie discutibili tra bacini lacustri o per scrivere norme che sembrano guardare più agli equilibri istituzionali che alla tutela degli ecosistemi.

Il Lago di Varese ha bisogno di interventi seri.

Ha bisogno di risanamento.

Ha bisogno di competenza.

Ha bisogno di trasparenza.

Non ha bisogno di essere trasformato per decreto in qualcosa che non è.

E il Ceresio, invece, ha diritto a essere riconosciuto per quello che è: un lago importante, transfrontaliero, parte integrante della realtà ambientale e territoriale lombarda.

Per questo chiediamo l’approvazione dell’emendamento.

Per correggere una dimenticanza evidente.

Per evitare una classificazione incoerente.

E per dire con chiarezza che la tutela dell’ambiente non si fa con le etichette, ma con norme serie, conoscenza del territorio e rispetto della realtà.

Il Lago di Varese non è un grande lago: è un lago ferito.

E un lago ferito non va usato per fare propaganda.

Va curato.

Va protetto.

Va risanato.

E su questo, Presidente, il Governo Meloni e la Lega dovrebbero scegliere finalmente la protezione del territorio, non l’ennesima operazione politica vestita da norma ambientale.