Video Interventi in aula

080-2672 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 04_02_2026

 provvedimento A.C. 2673-A – Legge annuale sulle piccole e medie imprese, nella seduta della Camera del 4 febbraio 2026, sull’articolo aggiuntivo 1.01006 Ferrara.

Grazie, Presidente.

Colleghi e colleghe, intervengo per illustrare l'emendamento.

Introduce l'articolo 1-bis per rifinanziare e rivalutare il voucher per la digitalizzazione, destinato alle micro, piccole e medie imprese.

In quest'Aula diciamo spesso PMI come se fosse una formula magica, ma le PMI non vivono di formule: vivono di ordini, tempi, margini e costi, quelli che ti permettono di produrre meglio, di vendere meglio, e non di schiacciare dalla concorrenza tutti i problemi che si ricevono.

Questo emendamento che proponiamo è una misura semplice, già sperimentata, apprezzata: un contributo a fondo perduto di 10.000 euro per ciascuna impresa per gli anni 2026 e 2027, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascun anno.

Il voucher finanzia interventi concreti, quelli che per una microimpresa sono spesso il salto che non riesce a fare da sola: l'acquisto di software, hardware, modernizzazione dei processi, servizi per aumentare l'efficienza e l'organizzazione del lavoro, soluzioni di e-commerce, connettività a banda ultralarga, dove le reti terrestri non arrivano e non sono sostenibili, anche le connessioni satellitari, con l'acquisto e l'attivazione di decoder e parabole, incluse quelle di Starlink.

In più, il voucher copre anche formazione ICT qualificata per il personale, perché senza competenze la tecnologia resta in una scatola vuota.

Perché è decisivo questo emendamento?

Perché nei territori produttivi, come Varese o la Lombardia, la competizione si gioca sulle filiere e sulle commesse. Una micro o piccola impresa che non digitalizza rischia di essere tagliata fuori, non tra 10 anni, adesso.

E diciamolo chiaramente: le piccole e medie imprese non sono un settore, sono la maggioranza numerica delle imprese italiane.

E qui sta l'incongruenza politica, che va detta senza giri di parole.

Questo Governo non trova sempre il modo di fare arrivare ossigeno ai grandi, ai soliti noti, a chi ha già strutture, uffici legali, consulenti e accesso privilegiato ai tavoli.

Invece, propone rinvii, burocrazia e slogan per le piccole e medie imprese.

Le grandi hanno corsie preferenziali; le piccole hanno moduli, click day, bandi complicati, e spesso la risposta finale è sempre la stessa: arrangiatevi.

Eppure, sono proprio le piccole a tenere in piedi l'occupazione nelle filiere, a fare subfornitura, a garantire la competizione e a reggere l'urto quando l'economia rallenta.

Questo voucher è l'esatto contrario della propaganda.

È una semplice misura, accessibile, immediata, con un effetto moltiplicatore già dimostrato, capace di attivare investimenti privati e muovere davvero il sistema.

Non è assistenzialismo, è politica industriale minima indispensabile.

E permettetemi una nota ironica, ma inevitabile: la maggioranza ama parlare di innovazione e modernizzazione con toni epici, salvo poi improvvisamente avere una timorosa paura quando si parla di innovazione e di dare 10.000 euro a una microimpresa per fare un salto tecnologico.

Evidentemente l'innovazione va bene solo quando finisce nei comunicati; quando finisce, invece, nelle officine, nei laboratori e nei piccoli uffici, allora diventa un problema.

Concludo, signor Presidente: questo emendamento non è un'ideologia, è una chiave inglese messa in mano a chi ogni mattina alza la serranda e prova a restare competitivo.

Chiedo alla maggioranza e al Governo una scelta lineare: se credete davvero nelle PMI, accogliete l'emendamento; se invece lo respingete, allora abbiate almeno il coraggio di dirlo apertamente.

Per voi la digitalizzazione è solo una parola da conferenza stampa.

Per i grandi tutto, per le piccole solo qualche pacca sulla spalla e le liquidano con un “no” in Aula.