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029-2183 Antonio Ferrara - M5S Camera -discussione generale misure urgenti cultura in Aula 03_02_2025

029 — Discussione generale sul decreto Cultura

Data: 3 febbraio 2025
Seduta: n. 420 della Camera dei deputati
Provvedimento: A.C. 2183-A
Atto: Conversione del decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 201
Oggetto: Misure urgenti in materia di cultura
Fase: Discussione sulle linee generali
Presidente, colleghi, Governo,

oggi siamo qui a discutere del decreto-legge Cultura, un provvedimento che dovrebbe valorizzare il patrimonio culturale italiano e promuovere la cooperazione — e su questo vorrei soffermarmi — con l’Africa e il Mediterraneo.

Ma di quale cultura stiamo parlando?

Quella della trasparenza e della giustizia oppure quella dell’ambiguità e dell’ipocrisia?

Mentre in quest’Aula si parla di costruire ponti culturali con l’Africa, il Governo ha appena rimpatriato, con un Falcon di Stato, un criminale di guerra libico ricercato dalla Corte penale internazionale per traffico di esseri umani, torture e stupri sui minori.

E voi ci parlate di cultura, di valori e di cooperazione internazionale?

Ma come?

Il Governo che urla «prima gli italiani» e che dice di non avere paura di nessuno, poi si inginocchia davanti alla Libia e si precipita a liberare un criminale di guerra?

Avete trasformato l’Italia nel Paese in cui chi scappa da una dittatura viene respinto, mentre chi guida la dittatura riceve protezione e un passaggio in prima classe.

Un capolavoro di strategia politica.

Allora chiediamoci: quale cultura sta promuovendo questo Governo?

Non è la cultura della giustizia, perché difendere un criminale di guerra non è giusto.

Non è la cultura della sicurezza, perché avete protetto un uomo che ha fatto della tortura e dello sfruttamento il proprio mestiere.

Non è la cultura della trasparenza, perché continuate a cambiare versione come bandieruole al vento.

E non è neanche la cultura del lavoro, perché, mentre voi parlate di crescita e di sviluppo, le imprese chiudono, i salari restano bassi e i giovani scappano all’estero.

La verità è che la vostra cultura è quella della paura.

E allora come possiamo credere alle vostre parole sulla cooperazione culturale con l’Africa?

Quale cultura vorreste esportare in Africa?

Quella del doppiogiochismo, dell’ambiguità e del voltarsi dall’altra parte?

Qui si parla di cooperazione mentre si stringono accordi con regimi criminali.

È questa la cultura che state promuovendo?

Questa non è cooperazione.

Questa è complicità.

Una complicità che noi non dimenticheremo.

Concludo con una metafora per questo Governo.

La cultura che state costruendo è come un castello di sabbia: instabile e destinato a crollare al primo soffio di vento.

Perché governare con le bugie, con la paura e con la sottomissione ai più forti non è cultura.

È soltanto il modo più rapido per finire sepolti sotto il peso delle proprie contraddizioni.

E quando il castello crollerà, ricordatevelo: non sarà colpa dei giudici, né della stampa, né dei fantomatici complotti internazionali.

Sarà colpa vostra.

Solo vostra.