Video Interventi in aula

033-2026 Economia dello Spazio Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 05_03_2025-3

Intervento in Aula 05_03_2025-3.mp4 corrisponde alla seduta n. 440 di mercoledì 5 marzo 2025, sul disegno di legge A.C. 2026-A – Economia dello spazio. È il terzo intervento Ferrara della giornata, sull’articolo aggiuntivo 17.01 Ferrara, relativo agli standard di qualità e sicurezza nella filiera aerospaziale, con riferimento alle certificazioni AS/EN 9100 e AS/EN 9120.

Presidente, colleghi, Governo,

e soprattutto cari amici della deregulation a tutti i costi, oggi siamo qui a parlare di un principio tanto semplice quanto rivoluzionario per questo Governo: se vogliamo essere credibili nell’industria aerospaziale, dobbiamo garantire standard elevati di qualità e sicurezza.

Sembra banale tutto ciò, ma, a quanto pare, non lo è.

Perché, mentre le Nazioni blindano le loro filiere industriali e si assicurano che ogni bullone, ogni singolo chip, ogni singolo componente sia tracciabile, certificabile e sicuro, l’Italia sembra ancora convinta che si possa fare innovazione senza regole e senza garanzie.

Allora, amici della maggioranza, vi spieghiamo noi perché questo articolo aggiuntivo è essenziale.

Senza regole non si va da nessuna parte.

L’articolo aggiuntivo che proponiamo introduce l’obbligo di certificazione AS/EN 9100 per le imprese che progettano, sviluppano e fabbricano oggetti spaziali, e la certificazione AS/EN 9120 per quelle che distribuiscono e vendono.

Ora, qualcuno potrebbe chiedere: perché tanta rigidità?

Vi faccio io una domanda: salireste mai su un aereo costruito senza controlli di qualità?

No.

E allora perché dovremmo permettere che oggetti spaziali, che viaggiano a migliaia di chilometri l’ora sopra le nostre teste, possano essere realizzati senza standard rigorosi?

Non è solo una questione di sicurezza, è una questione di credibilità.

Infatti, senza standard riconosciuti, le nostre imprese non avranno accesso ai mercati internazionali.

E senza un sistema di tracciabilità chiaro, rischiamo contraffazioni, componenti difettosi e materiali scadenti inseriti nella nostra filiera.

Ma vi sembra accettabile?

La grande ipocrisia del Governo è questa: l’Italia nello spazio, ma senza standard.

Sentiamo spesso dire da questa maggioranza: l’Italia deve essere leader della space economy, dobbiamo essere competitivi nel settore aerospaziale.

Ma poi, quando si arriva al momento di fare seriamente le cose, di mettere regole chiare e di garantire qualità e sicurezza, cosa succede?

Silenzio o, peggio, resistenza.

Allora mi chiedo: volete davvero che l’Italia sia una potenza spaziale o preferite che diventi la fiera del pezzo di ricambio senza certificazione?

Perché, vedete, nel mondo dello spazio o sei serio o non sei nessuno.

La NASA e l’ESA non comprano mai un componente che non abbia uno standard certificato.

I grandi operatori internazionali non affideranno contratti alle imprese che non rispettano queste norme.

E quindi, senza queste certificazioni, le nostre aziende resteranno fuori dai grandi giochi.

E noi dovremmo accettarlo?

Un Governo che non protegge i forti e lascia indietro le PMI.

Ma forse il vero problema è un altro.

Forse a voi non interessa proteggere l’intera filiera industriale italiana.

Forse vi basta favorire qualche grande gruppo industriale, lasciando che le PMI si arrangino in un mercato sempre più competitivo.

Forse il vostro modello è quello in cui qualche azienda prende i grandi appalti e le altre possono fare le subfornitrici di serie B, senza mai poter competere davvero.

Ecco perché questa proposta emendativa è fondamentale.

Perché non solo garantisce sicurezza e qualità, ma dà alle PMI italiane una vera possibilità di entrare nel mercato globale, con le stesse regole e le stesse opportunità dei grandi gruppi.

In conclusione, votate pure contro, ma ditelo agli imprenditori.

Colleghi della maggioranza, abbiate il coraggio di spiegare alle aziende italiane perché non volete aiutarle ad essere competitive.

Dite ai piccoli imprenditori del settore perché devono restare indietro rispetto ai loro concorrenti francesi, tedeschi e americani.

Dite agli ingegneri e ai tecnici italiani perché dovrebbero lavorare senza garanzie, mentre i loro colleghi all’estero vanno avanti.

Quindi, questa proposta emendativa, nel piccolo, dovrebbe essere supportata, o ne pagherete le conseguenze per un futuro prossimo.