Video Interventi in aula

078-2671 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento MIUSURE URGENTI EX ILVA in Aula 20_01_2026.mp4

Intervento dell’**On. Antonio Ferrara** sull’**ordine del giorno n. 9/2761/5 Ferrara**, relativo al provvedimento sull’**ex Ilva di Taranto**, nella seduta n. 597 della Camera del **20 gennaio 2026**. Il video risulta indicato come “Intervento in Aula 20_01_2026” e il testo coincide con lo stenografico ufficiale della Camera. 

Grazie, signor Presidente.

Colleghi e colleghe,

l’ordine del giorno che presentiamo oggi nasce da una constatazione semplice, ma ormai ineludibile.

Sull’ex Ilva di Taranto manca ancora una soluzione strutturale, una soluzione capace di tenere insieme tre elementi che dovrebbero essere inseparabili: la salvaguardia dell’ambiente, la continuità produttiva, la garanzia occupazionale.

Nonostante i numerosi interventi legislativi di questa legislatura, continuiamo a muoverci in una logica emergenziale.

Proroghe, finanziamenti tampone e rinvii continui, senza mai affrontare il nodo centrale del modello produttivo.

Eppure, il quadro strategico è chiarissimo: insieme all’Unione europea, l’Italia si è impegnata a ridurre le emissioni di gas climalteranti per almeno il 55 per cento entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Questi non sono slogan, ma impegni internazionali sottoscritti dal nostro Paese.

Allo stesso tempo, l’Italia è il secondo produttore di acciaio in Europa e uno dei principali a livello mondiale.

La siderurgia non è un settore marginale, ma un pilastro industriale che alimenta costruzioni, meccanica, automotive, elettrodomestici e infrastrutture.

Proprio per questo, difendere la siderurgia italiana non significa difendere lo status quo, ma fare una scelta di futuro.

Il punto è che l’acciaio primario può avere un futuro solo se si cambia radicalmente il modo in cui viene prodotto.

Continuare a difendere il ciclo integrato a carbone significa condannare Taranto, i lavoratori e l’intero Paese a un conflitto permanente tra lavoro e salute.

Noi diciamo che questa contrapposizione va superata, e va superata ora, perché la chiusura progressiva dell’area a caldo, la più inquinante, e la sostituzione con tecnologie alternative non è più un’opzione ideologica, ma una necessità industriale, ambientale e sanitaria.

In questo percorso, l’idrogeno verde e i forni elettrici rappresentano una leva strategica non solo per ridurre le emissioni, ma per riposizionare l’Italia come protagonista dell’acciaio di qualità e sostenibilità, in un mercato destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

La decarbonizzazione della siderurgia non è un costo, ma un investimento, che può dare al nostro Paese un vantaggio competitivo, attrarre innovazioni, creare lavoro qualificato e restituire a Taranto una prospettiva che non sia fatta solo di sacrifici e rinvii.

Ed è esattamente per questo che con quest’ordine del giorno chiediamo al Governo di andare oltre la gestione dell’emergenza e di accompagnare le misure del decreto con un’iniziativa normativa chiara e immediata, istituendo un fondo dedicato alla realizzazione di forni elettrici alimentati con idrogeno verde presso gli impianti di Taranto.

Non parliamo di un libro dei sogni, ma di una direzione concreta: coerenza con gli obiettivi climatici, con le norme europee, con la tutela della salute, con la dignità del lavoro.

Se un Governo vuole davvero garantire un futuro sulla siderurgia italiana, deve smettere di limitarsi a tenere acceso l’impianto ed iniziare a costruire un progetto industriale credibile nei prossimi decenni.

Taranto non può essere un luogo delle scelte rinviate, ma può e deve diventare un simbolo della transizione giusta, che tenga insieme ambiente, lavoro e sviluppo.

Quest’ordine del giorno va esattamente in questa direzione ed è questa direzione che chiediamo al Governo, di assumersi finalmente una responsabilità politica chiara.

Se vuole, nel prossimo passaggio posso anche spiegarle ulteriormente dell’idrogeno verde e di come porta benefici all’industria italiana.