Video Interventi in aula

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seduta n. 430 della Camera del 18 febbraio 2025, discussione della mozione Cappelletti ed altri n. 1-00390 sul caro bollette, cioè “iniziative per contrastare il rincaro dei costi dell’energia per famiglie e imprese”.

Onorevole Presidente, onorevoli colleghi,

ci troviamo oggi a discutere una mozione che affronta una delle questioni più urgenti e sentite dai cittadini e dalle imprese del nostro Paese: il caro bollette.

Un fenomeno che non è piovuto dal cielo, come qualche esponente del Governo vorrebbe farci credere, ma che è il risultato di scelte politiche scellerate, di una visione anacronistica e di una gestione inefficiente dell’emergenza energetica.

Siamo passati dalle promesse elettorali di bollette più leggere all’amara realtà di aumenti incontrollati.

Prima delle elezioni si parlava di difesa delle famiglie, di riduzione della pressione energetica, di un’Italia indipendente e prospera grazie alla transizione ecologica; oggi, invece, ci troviamo di fronte a un Governo che fa l’esatto opposto, con la disinvoltura di chi si vanta che, comunque, i consensi non calano.

Un po’ come il prestigiatore che fa sparire il coniglio dal cappello, ma svuota le tasche del portafoglio dello spettatore.

La crisi energetica non è un destino ineluttabile, ma il frutto di una dipendenza ostinata dal gas e di una miopia politica che blocca le rinnovabili e rallenta la transizione ecologica.

Mentre i Paesi europei investono in fonti rinnovabili e accelerano sulla decarbonizzazione, noi siamo qui a discutere di nucleare di quarta generazione.

Una tecnologia che, forse, vedranno i nostri pronipoti, ma intanto ci tiene ancorati a costi e rischi del passato.

Chiediamo, con forza, l’introduzione di un price cap europeo temporaneo, che argini le speculazioni del TTF olandese: il casinò dell’energia dove pochi guadagnano e tutti gli altri pagano.

Le comunità energetiche rinnovabili sono una soluzione concreta e immediata, non un’utopia da relegare ai margini dei nostri discorsi ufficiali.

Il Governo, invece di accelerare lo sviluppo, ha impegnato mesi a partorire regolamenti inutili e complessi, come se la burocrazia fosse un talismano.

Noi vogliamo un fondo di garanzia dedicato per dare impulso a progetti di autoconsumo e favorire una produzione di energia diffusa, democratica e meno costosa.

E che dire dell’idrogeno verde?

Mentre in Europa si sperimenta, si investe e si produce, qui ci si limita a slogan.

L’idrogeno verde è la chiave della decarbonizzazione industriale, dell’indipendenza energetica e della creazione di nuovi posti di lavoro.

Ma, anziché guardare avanti, si preferisce rimanere abbracciati ai combustibili fossili, come un nostalgico che si rifiuta di cambiare la lampadina rotta perché gli ricorda la luce dei vecchi tempi.

Poi c’è la questione degli extraprofitti: utili miliardari accumulati sulle spalle di chi fatica a pagare le bollette.

Non basta indignarsi, serve un’azione decisa.

Proponiamo un contributo straordinario sugli extraprofitti del settore energetico e fossile e la creazione di un fondo di solidarietà per calmierare gli incrementi dei prezzi energetici, sia per i clienti domestici, soprattutto per le fasce più deboli, sia per quelli non domestici.

Non si può parlare di libero mercato quando i guadagni sono privati e i costi vengono socializzati.

Creano stupore, inoltre, le dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin sulle aste per l’affidamento del servizio vulnerabilità, attualmente erogato dagli esercenti la maggior tutela, nonostante i recenti dati di ARERA mettano in evidenza l’inefficienza del libero mercato, che applica tariffe energetiche stabilmente più alte e oltre il doppio rispetto a quelle garantite dal servizio pubblico di tutela.

Noi proponiamo una sorta di fornitura sociale, privilegiando l’energia prodotta da fonti rinnovabili.

A tal fine, suggeriamo di attingere alle attuali risorse utilizzate per finanziare il cosiddetto bonus elettrico e consentire ad Acquirente Unico, quale soggetto pubblico per funzione e aggregazione centrale, di fornire una quota di energia FER alle famiglie in disagio economico.

Questo può avvenire, ad esempio, tramite la stipula di contratti a termine con produttori FER o tramite la realizzazione di comunità energetiche.

La scorsa settimana, sempre per il question time al Senato, il Governo si è detto al lavoro contro il caro bollette.

Fra le misure allo studio anche la compensazione e la sospensione dell’obbligo di acquisto di quote ETS a carico delle imprese.

Ma è bene sapere che i costi ETS contribuiscono solo per il 6 per cento sul prezzo dell’elettricità, rispetto al 94 per cento causato da ulteriori fattori.

Chiediamo al Governo di smettere di giocare a nascondino con i problemi e di abbandonare soluzioni facili che piacciono agli amici delle lobby fossili.

Chiediamo di adottare misure concrete: price cap, comunità energetiche, idrogeno verde e una lotta seria agli extraprofitti del settore energetico fossile.

È finito il tempo delle scuse e delle promesse elettorali dimenticate.

Il MoVimento 5 Stelle non si rassegna a un’Italia che arranca per colpa dei miopi.

Noi siamo e continueremo a batterci per un futuro energetico sostenibile, equo e innovativo.

Se qualcuno pensa di cavarsela con una pacca sulle spalle e una dichiarazione autocelebrativa, sappia che i cittadini non sono spettatori ingenui.

Perché la verità, come le bollette, arriva sempre.