Video Interventi in aula
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066 - Antonio Ferrara - M5S Camera - Dichiarazione di voto in Aula 04_11_2025.mp4”. Il contesto corretto è la seduta Camera n. 559 del 4 novembre 2025, dichiarazione di voto finale sul disegno di legge A.C. 2642-A, conversione del decreto-legge n. 145/2025 sulla continuità delle funzioni di ARERA.
Grazie, Presidente.
Colleghi e colleghe,
oggi discutiamo un provvedimento che, apparentemente, sembra tecnico: la proroga della continuità delle funzioni dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, l’ARERA.
Ma dietro questa parola — continuità — c’è un problema politico enorme.
Perché ARERA non è un ufficio qualsiasi.
ARERA regola settori fondamentali della vita quotidiana dei cittadini: energia elettrica, gas, servizio idrico, rifiuti, reti, tariffe, qualità dei servizi, tutela degli utenti.
Parliamo di bollette, di famiglie, di imprese, di consumatori, di territori.
Parliamo di un’Autorità che dovrebbe garantire indipendenza, equilibrio, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico in settori dove i cittadini, molto spesso, sono la parte più debole.
E allora il punto è semplice: se ARERA è così importante, perché il Governo è arrivato ancora una volta in ritardo?
Perché siamo costretti a discutere una proroga?
Perché davanti alla scadenza dei mandati il Governo non ha mosso un dito in tempo utile?
Questa è la verità politica che questo decreto prova a nascondere: non siamo davanti a una scelta ordinata, programmata, responsabile. Siamo davanti all’ennesimo intervento tampone, costruito per coprire un ritardo della maggioranza.
Il Governo Meloni, che ogni giorno parla di efficienza, decisionismo, rapidità, sovranità e responsabilità, quando deve garantire il funzionamento di una delle Autorità più importanti per cittadini e imprese, arriva lungo.
Talmente lungo che deve fare un decreto-legge per rimediare al proprio ritardo.
È una scena ormai nota: prima l’inerzia, poi l’urgenza, poi la propaganda.
Il problema è che qui non parliamo di un dettaglio amministrativo. Parliamo di un’Autorità che incide direttamente sul costo dell’energia, sulle tariffe, sulla qualità dei servizi pubblici essenziali.
Mentre le famiglie faticano a pagare le bollette, mentre le imprese del nostro territorio e della provincia di Varese continuano a subire costi energetici pesantissimi, mentre interi settori produttivi chiedono stabilità e regole chiare, il Governo riesce a produrre incertezza perfino sulla governance dell’Autorità che deve regolare quei mercati.
E allora diciamolo con chiarezza: ARERA è un presidio di trasparenza.
Non può diventare l’ennesimo terreno di rinvio, l’ennesima casella da occupare, l’ennesima partita di nomine gestita tra equilibri di maggioranza.
Le Autorità indipendenti non servono a sistemare qualcuno.
Servono a garantire i cittadini.
Servono a impedire che mercati complessi, potenti e spesso opachi vengano lasciati senza un arbitro credibile.
Servono a tutelare chi paga la bolletta, non chi siede nei consigli di amministrazione.
Qui invece il Governo sembra avere un’idea molto particolare dell’indipendenza: indipendente finché non si deve nominare qualcuno; poi improvvisamente diventa tutto una questione di maggioranza, di tempi interni, di equilibri politici.
È sempre la solita storia.
Quando si tratta di rispondere ai cittadini, non c’è mai tempo.
Quando si tratta di occupare posti, il tempo magicamente si trova.
Il decreto interviene per garantire la continuità delle funzioni fino alla nomina dei nuovi componenti e comunque non oltre un determinato termine.
Ma una proroga non può diventare una scorciatoia politica.
La proroga può essere una misura emergenziale, non una modalità ordinaria di governo.
E soprattutto non può cancellare la responsabilità di chi quell’emergenza l’ha creata.
Perché se la scadenza era nota, se il ruolo dell’Autorità era noto, se la necessità di garantire continuità era nota, allora non c’era alcuna imprevedibilità.
C’era solo un Governo che non ha fatto quello che doveva fare nei tempi giusti.
E questo, Presidente, non è un incidente tecnico. È un metodo.
Lo abbiamo visto su molti altri provvedimenti: si lascia marcire il problema, poi si arriva in Aula con il decreto d’urgenza e si chiede al Parlamento di ratificare il ritardo del Governo.
Il Parlamento diventa così il pronto soccorso delle inefficienze dell’Esecutivo.
E ogni volta ci viene detto: non c’è alternativa.
Ma l’alternativa c’era: fare le cose per tempo.
Programmare.
Coinvolgere il Parlamento.
Garantire trasparenza nelle nomine.
Assicurare che la scelta dei vertici di un’Autorità indipendente avvenisse sulla base di competenza, autonomia, autorevolezza e non sulla base del manuale Cencelli della maggioranza.
Perché il punto vero è questo: ARERA deve essere indipendente non solo formalmente, ma sostanzialmente.
Chi regola energia, gas, acqua e rifiuti deve poter agire senza condizionamenti, senza pressioni, senza dover rispondere alla politica di turno.
E invece il rischio, con questa gestione confusa e tardiva, è quello di indebolire proprio la credibilità dell’Autorità.
La maggioranza prova a raccontare questo decreto come un atto di responsabilità.
Noi diciamo che è l’esatto contrario: è la prova di una responsabilità mancata.
Responsabilità sarebbe stata arrivare per tempo.
Responsabilità sarebbe stata aprire una discussione seria sui profili, sulle competenze, sulla visione regolatoria.
Responsabilità sarebbe stata dire ai cittadini che in un momento di caro energia, crisi industriali e servizi pubblici sotto pressione, l’Autorità di regolazione deve essere messa nelle condizioni di operare con piena legittimazione, non con una proroga a tempo.
Perché mentre qui discutiamo di proroghe, fuori da quest’Aula ci sono cittadini che pagano bollette sempre più pesanti.
Ci sono imprese che non sanno se riusciranno a reggere i costi energetici.
Ci sono famiglie che chiedono tutela.
Ci sono consumatori che hanno bisogno di trasparenza.
E ci sono territori che non possono essere lasciati appesi ai ritardi della politica.
Il MoVimento 5 Stelle considera le Autorità indipendenti un presidio essenziale di garanzia.
Ma proprio per questo non possiamo accettare che vengano trattate con superficialità.
Non possiamo accettare che la continuità venga usata come copertura di un ritardo.
Non possiamo accettare che il Parlamento venga chiamato solo quando il Governo ha già creato il problema.
E non possiamo accettare che un tema così importante venga ridotto a una pratica da chiudere in fretta, quasi fosse una formalità.
ARERA deve restare un soggetto forte, autonomo, autorevole, al servizio dei cittadini e non delle convenienze politiche.
Per questo il nostro giudizio su questo provvedimento è critico.
Perché non contestiamo la necessità di garantire continuità alle funzioni dell’Autorità.
Contestiamo il modo in cui ci siete arrivati.
Contestiamo il ritardo.
Contestiamo l’assenza di programmazione.
Contestiamo l’ennesima urgenza costruita sulla disorganizzazione del Governo.
E contestiamo una maggioranza che parla di efficienza, ma governa per proroghe; parla di merito, ma gestisce le nomine con logiche politiche; parla di cittadini, ma arriva tardi proprio sugli strumenti che dovrebbero tutelarli.
Concludo, Presidente.
ARERA non è un dettaglio tecnico.
È un presidio di trasparenza per milioni di cittadini.
È un arbitro in mercati decisivi.
È una garanzia per famiglie, imprese e consumatori.
E un Governo serio non lascia un presidio così importante sospeso fino all’ultimo momento.
Un Governo serio non trasforma la propria inerzia in urgenza parlamentare.
Un Governo serio non chiede al Parlamento di mettere una toppa dove avrebbe dovuto costruire una soluzione.
Per queste ragioni, il MoVimento 5 Stelle esprime un voto contrario su questo provvedimento.
Perché continuità non può significare improvvisazione.
Indipendenza non può significare occupazione.
E trasparenza non può essere una parola buona per i comunicati, ma dimenticata quando si tratta di fare davvero le scelte.
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