Video Interventi in aula
075 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 30_12_2025
il video risulta indicato come “075 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 30_12_2025.mp4”; il testo corrisponde all’intervento sull’ordine del giorno n. 9/2750/228, relativo al trasporto pubblico locale, durante l’esame della legge di bilancio A.C. 2750. Il resoconto stenografico lo colloca nella seduta n. 589 della Camera, avviata il 29 dicembre 2025 e proseguita in notturna.
Grazie, signor Presidente.
Colleghe e colleghi,
oggi, sull’ordine del giorno n. 228, il trasporto pubblico locale parte da una scena di vita quotidiana: una banchina piena di annunci che non arrivano, un tabellone che cambia all’ultimo, una signora anziana, davanti a una scala mobile ferma, che guarda e mi dice, con lucidità che taglia: ma qui chi ci pensa a noi?
Io i mezzi li prendo davvero: metrò, treni locali, anche dall’Olgiata, e la cosa che colpisce non è il singolo ritardo. È la normalità del disservizio. È la rassegnazione che diventa rabbia.
Perché il TPL non è un lusso: è la spina dorsale di chi lavora, studia, si cura e vive.
Arriviamo allora al paradosso: si presenta un ordine del giorno e, alla fine, la maggioranza cosa fa? Risponde: contrari, perché è già in corso.
È già in corso.
È una frase meravigliosa, è il coltellino svizzero della politica: lo apri e ci fai tutto.
Peccato che sui treni non funzioni come scusa: lì o parte o non parte.
Perché, se fosse davvero già in corso, allora dovrebbe essere facilissimo dire: bene, lo rendiamo strutturale, lo rendiamo verificabile, lo rendiamo un impegno chiaro.
E invece no.
Questo racconta più di mille conferenze stampa: preferite le premesse a costo zero alle responsabilità con nome e cognome.
Guardate che qui la matematica è elementare.
Se aumentano i costi di energia, inflazione, manutenzione, rinnovi contrattuali e non adegui in modo stabile le risorse, il risultato è solo uno: taglio delle corse, peggioramento del servizio e cittadini costretti di nuovo all’auto privata.
Altro che transizione: questa è regressione.
Ministro Salvini, Presidente Meloni: voi sapete e siete diventati maestri del “ci stiamo lavorando”, solo che il vostro “lavorando” è sempre altrove, nei post, nei video, nei comizi.
Sul TPL, invece, lasciate l’Italia a intermittenza e, quando vi chiediamo di trasformare l’annuncio in impegno, votate contro o vi sfilate.
Chiudiamo allora con la verità che i pendolari hanno già capito.
Il vostro Governo ha due modalità operative: la prima è l’Italia che corre; la vediamo nei titoli, nelle slide, negli slogan.
La seconda è l’Italia che aspetta; la vediamo sulle banchine, sui metrò, davanti alle scale mobili ferme, con anziani e persone fragili che devono arrangiarsi.
Sapete qual è l’unico mezzo che con voi arriva sempre puntuale?
Il rimpallo della responsabilità.
Quello sì non fa ritardi, non salta corse, non ha guasti.
Noi continuiamo a portare qui la voce di chi il trasporto pubblico lo vive.
Voi potete continuare a governare per l’immagine, ma ricordatevi: l’immagine dura un post, la realtà dura una vita di pendolarismo.
