Video Interventi in aula

071-2682 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento LEGGE MERCATO E CONCORRENZA in Aula 09_12_2025

“071 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento in Aula 09_12_2025-3.mp4”. Corrisponde all’intervento sull’emendamento 1.137 Ferrara alla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025 – A.C. 2682, seduta Camera n. 580 del 9 dicembre 2025

Signor Presidente, colleghi,

oggi discutiamo, come hanno già detto anche i miei colleghi, di un emendamento che, per la sua semplicità formale, dice una cosa politicamente enorme: se davvero vogliamo fare innovazione, dobbiamo partire dai territori.

L’emendamento fa riferimento esplicito ai parchi scientifici e tecnologici.

Non stiamo parlando di un tecnicismo, non stiamo parlando di una virgola. Stiamo parlando dei luoghi dove l’innovazione accade davvero.

Nel testo del Governo, il trasferimento tecnologico è descritto come un grande sistema ordinato, centrale, quasi verticale: linee guida, indirizzi strategici, coordinamento nazionale; tutto elegantissimo, talmente elegante che rischia di restare in giacca e cravatta, senza mai sporcarsi le mani.

Perché i parchi tecnologici e scientifici non sono teoria: sono laboratori, incubatori, startup, PMI, università, ricercatori, tecnici, giovani che provano a restare in Italia, invece di prendere un aereo e andarsene via.

Sono la cerniera vera tra la ricerca e la produzione.

Inserire i parchi tecnologici e scientifici nel comma 17 significa tre cose molto concrete.

La prima: dare dignità istituzionale a chi già oggi fa trasferimento tecnologico sul campo, non nei dossier, ma nei capannoni, nei laboratori, negli uffici delle PMI.

La seconda: rafforzare la dimensione del territorio dell’innovazione, perché l’innovazione non vive solo nei grandi centri, vive anche nelle province, nei distretti produttivi, nelle aree industriali che stanno affrontando transizioni difficilissime.

La terza: evitare che il trasferimento tecnologico diventi un circuito chiuso, riservato a pochi soggetti centrali.

Perché noi sentiamo parlare tantissimo di merito — benissimo — ma riconosciamo allora chi merita davvero, e non solo le porte girevoli con i Ministeri.

Il Governo dice di voler costruire un ecosistema aperto dell’innovazione, poi però, nel testo, rischia di lasciare fuori proprio gli strumenti che rendono l’ecosistema davvero aperto.

Si invoca il mercato, ma si costruisce un sistema che rischia di funzionare per invito.

Si parla di innovazione diffusa, ma si disegna una governance.

È un po’ come dire: vogliamo fare una festa per tutti e poi distribuire gli inviti solo a pochi tavoli selezionati.

Questo emendamento non è ideologico: è una correzione di buonsenso a un’impostazione che, così com’è, rischia di essere sbilanciata.

Colleghi, qui la scelta è molto semplice: vogliamo un’innovazione centralizzata, selettiva o riservata ai soliti noti, oppure vogliamo un’innovazione diffusa, territoriale, accessibile alle PMI, capace di generare lavoro vero?

I parchi tecnologici e scientifici sono lo strumento più concreto che abbiamo oggi per ottenere insieme sviluppo, ricerca e occupazione.

Lasciarli fuori non sarebbe solo un errore tecnico, sarebbe una miopia politica.

Chiudo con una considerazione che dovrebbe unire tutti: se l’innovazione resta chiusa nei palazzi, non è innovazione, è burocrazia.

Se, invece, passa dai territori, diventa crescita, diventa lavoro, diventa futuro.

Per questo il MoVimento 5 Stelle chiede, con convinzione, l’approvazione di questo emendamento, perché senza i parchi tecnologici il trasferimento tecnologico rischia di restare solo delle belle parole nel dossier.