Video Interventi in aula

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interpellanza urgente in Aula del 27 giugno 2025 sul tema banche / risiko bancario / MPS-Mediobanca-Banco BPM / Casse di previdenza.

Signor Presidente, colleghi,

questo emendamento introduce una cosa che in una legge sulla concorrenza dovrebbe essere ovvia.

Invece, incredibilmente, non c’era.

Una cosa semplicissima: chiedere ai cittadini se i servizi funzionano davvero.

Nel testo della legge voi chiedete ai comuni di fare una ricognizione dei servizi pubblici locali, una ricognizione fatta di indicatori tecnici, parametri economico-finanziari e dati di gestione.

Tutto molto preciso, tutto molto formale, talmente formale che manca la vita reale.

Secondo questa impostazione, un servizio può essere perfetto nei conti, impeccabile nei report, puntuale nelle scadenze e, allo stesso tempo, disastroso per chi lo usa.

Questo emendamento dice una cosa rivoluzionaria nella sua semplicità: nella ricognizione dei servizi si deve tenere conto anche della soddisfazione dell’utenza, perché concorre alla valutazione dell’andamento del servizio.

Tradotto in italiano semplice: non basta più un servizio che funzioni sulla carta, ma deve funzionare per le persone.

Colleghi, permettetemi di chiudere con un fatto accaduto pochi giorni fa: non un articolo di legge, non un grafico, ma una scena vera.

Qualche giorno fa, in metropolitana, scale mobili e ascensori non funzionanti, ho visto una signora con una stampella scendere lentamente una rampa di scale lunghissima.

Scendeva piano, gradino per gradino, con fatica e con vergogna.

Sapete come si teneva al corrimano? Con un fazzoletto di carta, per non toccarlo con la mano nuda.

Io mi sono fermato, l’ho aspettata.

Quando è arrivata in fondo, mi ha guardato e ha detto, senza rabbia, senza teatralità, con una stanchezza infinita addosso: “Questo è uno schifo”.

E lì, colleghi, mi è venuta in mente una battuta napoletana antica, una di quelle che sembrano una risata e invece sono una sentenza politica.

Mi hanno detto che tu fai schifo.

E tu che hai risposto?

La risposta è: “Io t’aggio pure difeso… facenno vede’ quanto fa schifo”.

Colleghi, più di così non si può nemmeno difendere lo schifo.

Ecco, quella signora, quella scala mobile, quel corrimano sporco, quel fazzoletto di carta non sono un aneddoto: sono la vostra ricognizione dei servizi pubblici.

Quella scena vale più di mille indicatori, perché lì dentro c’erano disabilità, fatica, solitudine, umiliazione, assenza di accessibilità, degrado del servizio.

Mentre oggi discutiamo se inserire o no la soddisfazione dell’utenza nelle ricognizioni, fuori dalle aule istituzionali c’è chi misura quella qualità dei servizi con le ginocchia doloranti, con la schiena piegata, con la dignità compressa.

Questo emendamento chiede una cosa semplicissima: che la voce di quella signora entri finalmente nei vostri atti amministrativi.

Che la sua fatica diventi un dato.

Che la sua umiliazione diventi un indicatore.

Che la sua esperienza pesi quanto un margine operativo lordo.

Noi vi diciamo che, se una persona con una stampella deve scendere due rampe di scale come nel Medioevo, quel servizio non funziona.

Voi misurate i costi standard, gli indici di efficienza, i tempi medi, ma non misurate la vergogna, l’esclusione, l’impossibilità, la rinuncia.

Se un servizio non è efficiente, è un servizio ingiusto.

Questo emendamento chiede solo che accanto ai numeri mettiate le persone.

Se misuriamo solo i soldi, avremo un servizio utile.

Se misuriamo anche la soddisfazione delle persone, avremo un servizio giusto.

Per questo il MoVimento 5 Stelle vi chiede di valutare politicamente questo emendamento.

Perché, se la voce dei cittadini resta fuori dalle vostre leggi, allora sì, colleghi: avrete difeso lo schifo, facendo vedere quanto fa schifo.