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028-2112 Antonio Ferrara - M5S Camera - Intervento decarbonizzazione dell’industria siderurgica in Aula 20_12_2024

028 — Ordine del giorno sulla decarbonizzazione dell’industria siderurgica

Data: 20 dicembre 2024
Seduta: n. 402 della Camera dei deputati
Provvedimento: A.C. 2112-bis-A
Atto: Legge di bilancio per il 2025 e bilancio pluriennale 2025-2027
Ordine del giorno: n. 9/2112-bis-A/100 Ferrara
Oggetto: Fondo per la decarbonizzazione degli impianti siderurgici e sviluppo dell’idrogeno verde
Fase: Esame degli ordini del giorno
Ora dell’intervento: 16:21
Durata: 4 minuti e 30 secondi
Esito: il Governo aveva accolto l’ordine del giorno come raccomandazione; il deputato Ferrara ha chiesto che fosse posto in votazione e la Camera lo ha respinto.
**PRESIDENTE.** Passiamo all’ordine del giorno n. 9/2112-bis-A/100 Ferrara. Ha chiesto di parlare l’onorevole Ferrara. Ne ha facoltà.

**ANTONIO FERRARA, M5S.** Grazie, Presidente.

Onorevoli colleghi, oggi portiamo all’attenzione di questa Camera un tema che, sorprendentemente, la maggioranza sembra ignorare o, peggio, trattare con la solita superficialità…

**PRESIDENTE.** Mi scusi, solo preliminarmente: non accetta la raccomandazione?

**ANTONIO FERRARA, M5S.** Io voglio intervenire.

**PRESIDENTE.** No, io “voglio” intervenire… In quest’Aula non è che uno fa quello che vuole.

**ANTONIO FERRARA, M5S.** Non accetto e voglio intervenire.

**PRESIDENTE.** Lei “vorrebbe” intervenire… Anche per le forme…

**ANTONIO FERRARA, M5S.** Chiedo gentilmente di poter intervenire.

**PRESIDENTE.** E io le consento di intervenire. Prego.

**ANTONIO FERRARA, M5S.** Grazie, Presidente.

Oggi portiamo all’attenzione di questa Camera un tema che, sorprendentemente, la maggioranza sembra ignorare o, peggio, trattare con la solita superficialità: la decarbonizzazione dell’industria siderurgica e il futuro dell’acciaio italiano.

L’acciaio italiano: quella vecchia gloria di cui ci si ricorda soltanto quando si deve tagliare un nastro per un impianto.

E nel frattempo?

Nel frattempo lasciamo che il comparto siderurgico italiano continui a produrre con tecnologie che sembrano uscite da un documentario degli anni Sessanta.

Complimenti per la modernità.

Ma parliamo di Taranto: un nome che dovrebbe evocare per voi responsabilità, ma che, invece, sembra suscitare soltanto imbarazzo.

Perché, parliamoci chiaro, se l’Ilva fosse una pianta, a quest’ora sarebbe un bonsai, per quanto è stata potata, soffocata e dimenticata.

Invece è un colosso, o almeno lo era, con migliaia di lavoratori che oggi si domandano se avranno un futuro.

E qual è la vostra risposta?

Un silenzio assordante.

Ma non preoccupatevi: la Germania e il Giappone ci hanno già superato con le loro strategie sull’idrogeno verde.

Noi, invece, sembriamo più interessati a essere gli ultimi della classe in questa transizione energetica globale.

Forse è meglio parlare di numeri, perché quelli, a differenza delle vostre parole, non mentono.

Soltanto a Taranto l’Ilva dà lavoro a 8.000 dipendenti, ai quali si aggiungono 10.000 lavoratori dell’indotto.

E voi cosa proponete?

Un nulla cosmico, condito da valutazioni tecniche.

Nel frattempo, le altre nazioni investono miliardi: 9 miliardi di euro la Germania per l’idrogeno verde, mentre il Giappone porta avanti progetti avanzati.

E noi?

Noi discutiamo se sia meglio ignorare il problema o posticiparlo ancora, senza utilizzare i fondi messi a disposizione dal PNRR.

Ma non basta parlare dei posti di lavoro e del PNRR.

Vogliamo parlare del disastro ambientale?

Taranto è un’area che porta cicatrici profonde, non soltanto nei polmoni dei suoi cittadini, ma anche nella sua economia e nella sua reputazione.

Eppure avete ancora il coraggio di proporre palliativi invece di soluzioni strutturali.

Ecco perché il nostro ordine del giorno è semplice, ma rivoluzionario: investire sull’idrogeno verde, istituire un fondo per la decarbonizzazione degli impianti siderurgici e far tornare Taranto un modello di innovazione industriale.

Perché l’acciaio verde non è soltanto il futuro dell’industria: è anche il futuro di un Paese che vuole tornare competitivo e sostenibile.

Colleghi della maggioranza, questo è il momento di scegliere.

Volete essere ricordati come i governanti che hanno salvato l’acciaio italiano e Taranto, oppure come quelli che hanno voltato le spalle a una città e a un intero settore?

Ma forse, per voi, è più facile fare annunci e promesse che non intendete mantenere.

Del resto, siete esperti di inaugurazioni, di opere incompiute e di slogan senza sostanza.

Ma ricordate: la storia non perdona chi si nasconde dietro l’inazione.

Signor Presidente, il nostro Paese ha bisogno di visione, coraggio e determinazione: tre qualità che, evidentemente, non trovano spazio tra i banchi della maggioranza.

Noi del MoVimento 5 Stelle siamo qui per dire con chiarezza che l’Italia non può permettersi di restare indietro.

La decarbonizzazione non è una scelta: è una necessità strategica per la nostra economia e per la nostra sicurezza energetica.

Sarà la realtà a presentarvi il conto e, a quel punto, non ci saranno più scuse che tengano.